Giovedì di Pentecoste. Stazione a San Lorenzo fuori le mura

L’origine posteriore di tutta l’ottava di Pentecoste, e in particolare di questo giovedì, si rileva chiaramente dall’incertezza della tradizione romana circa l’odierna Messa stazionale. Infatti l’Antifonario Gregoriano, d’accordo col Capitolare d’Evangeli di Wurzburg, (metà del sec. VII) non la conosce. L’attuale Messale prescrive bensì la stazione a San Lorenzo fuori le mura – sarebbe toccata ieri, come nel mercoledì di Pasqua, se non l’avesse impedita l’antica stazione a Santa Maria Maggiore, tradizionale a Roma il mercoledì dei IV Tempi – ma si desumono l’introito, l’offertorio e il communio dalla domenica precedente; altre antiche liste stazionali romane, non tenendo conto dell’omissione di san Lorenzo, indicano invece l’odierna festa ad Apostolos, come il giovedì di Pasqua, il che ci viene confermato dall’odierna lezione degli Atti degli Apostoli col racconto dei prodigi operati in Samaria dal diacono Filippo, identificato a torto coll’apostolo, dello stesso nome, venerato nel Santuario ai piedi del Quirinale.

Cfr. A. I. SCHUSTER, Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano – IV. Il Battesimo nello Spirito e nel fuoco (La Sacra Liturgia durante il ciclo Pasquale), Torino-Roma, Marietti, 1930, pp. 171-172.

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