Bartolomeo Riceputi, Il Ministro della Messa Privata. Le mani

VI. Le mani si hanno à tenere in modo divoto; cioè ò gionte per modo, che le palme si tocchino una coll’altra in tutta uguaglianza, se non che li due pollici vanno incrociati uno sovra l’altro, il desstro sopra, sotto il sinistro; col riguardo ancora, che le punte delle dita guardino in sù verso il Cielo, senza pero sforzo, è senz’affettazione; nè le braccia, in ciò fare, si elevino, ò distacchino dalli fianchi, ma naturalmente il cubito al suo fianco s’appoggi. Si ponno ancora tenere cancellate assieme deta fra deta avanti il petto; ò veramente ancora cancellando le braccia, sicche la mano destra venga ad appoggiarsi al fianco sinistro distesa, e la sinstra al destro: Alla Confessione però necessariamente si debbono tener gionte, per non discordare dal Celebrante, col quale la Confessione si fa.

B. RICEPUTI, Il Ministro della Messa privata, in V. M. ORSINI, Opuscula varia variis temporibus pro Beneventana Archidioecesi vel calamo, vel jussu Fr. Vincentii Mariae Ordinis Praedicatorum S. R. E. Cardinalis Ursini Archiepiscopi, nunc Sanctissimi Domini Nostri Papae Benedicti XIII. In lucem edita In unum tandem collecta, novisque typis excusa, Romae, Typis Rocchi Bernabò, 1726, Sumptibus Francisci Giannini Suae Sanctitatis Bibliopolae, p. 115 (§ 1); è stata mantenuta l’ortografia originale. Cfr. la prefazione in unavoceitalia.org («Una Voce Notiziario», 63-64 ns, 2016, p. 11).

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