{"id":2751,"date":"2014-04-16T19:03:55","date_gmt":"2014-04-16T18:03:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/?p=2751"},"modified":"2017-11-17T17:50:01","modified_gmt":"2017-11-17T16:50:01","slug":"la-riscoperta-della-liturgia-tradizionale-dopo-il-summorum-pontificum-le-ragioni-conoscere-ed-amare-la-messa-tridentina-di-don-roberto-spataro-sdb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2014\/04\/16\/la-riscoperta-della-liturgia-tradizionale-dopo-il-summorum-pontificum-le-ragioni-conoscere-ed-amare-la-messa-tridentina-di-don-roberto-spataro-sdb\/","title":{"rendered":"La riscoperta della liturgia tradizionale dopo il Summorum Pontificum.  Le ragioni per conoscere ed amare la Messa tridentina, di don Roberto Spataro sdb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/IMG_6038.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2986 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/IMG_6038.jpg\" alt=\"Don Roberto Spataro a Verona il 29 marzo 20914\" width=\"312\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/IMG_6038.jpg 743w, https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/IMG_6038-232x300.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Pubblichiamo il testo della conferenza tenuta da don Roberto Spataro il 29 marzo 2014 alla Sala Zanotto presso la Basilica di S. Zeno Maggiore a Verona, per iniziativa del Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum in collaborazione con Una Voce Verona Sezione San Pietro Martire di Una Voce Italia.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E&#8217;\u00a0per me motivo di onore prendere la parola questa sera dinanzi ad una platea composta da credenti sinceri e fervorosi con cui condivido lo stesso amore per la Messa tridentina e \u2013 ne sono certo \u2013 la venerazione per il Papa emerito, Benedetto XVI, che con il suo Motu proprio <em>Summorum Pontificum<\/em> ha messo a disposizione della Chiesa quel tesoro di dottrina e di piet\u00e0 che \u00e8 il Messale del 1962.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Sono pertanto molto grato a tutti coloro che sono presenti e a coloro che con grande dispendio di energie hanno promosso questa benemerita iniziativa che si tiene a Verona, citt\u00e0 nobilitata dalla sua tradizione cristiana, simbolicamente esaltata dall\u2019episodio delle Pasque veronesi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"> Proporr\u00f2 una serie di riflessioni nate in parte dallo studio, in parte e, direi, soprattutto, dall\u2019esperienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><em>A.<\/em> Il titolo della conferenza fa riferimento, anzitutto, alla riscoper<\/span><span style=\"font-size: large;\">ta della Liturgia dopo la pubblicazione del SP. \u00c8 un dato evidente che tale riscoperta si stia verificando tra fedeli e sacerdoti in molteplici aree geografiche con una consistente e significativa percentuale di giovani e persone di media et\u00e0. A quanto mi consta, non esistono statistiche ufficiali e rigorose. Ed \u00e8 pure meglio. Contarsi talvolta nasconde un po\u2019 di orgoglio e di prepotenza. Tuttavia, il fatto \u00e8 documentato. \u00c8 sufficiente visitare siti e blog che riportano notizie relative alla celebrazione della liturgia secondo la forma straordinaria del rito romano per rendersi conto del fenomeno sul quale vorrei proporre tre considerazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">1) Anzitutto, esso interessa un numero crescente di fedeli che costituiscono, per\u00f2, nell\u2019insieme dei cattolici praticanti, una minoranza estremamente esigua, dotata per\u00f2, si badi bene, di robustezza di motivazioni, di vivacit\u00e0 nell\u2019azione, talvolta di disponibilit\u00e0 alla militanza. Sono queste alcune delle caratteristiche delle cosiddette \u00abminoranze creative\u00bb, una categoria desunta dal pensiero di A. Toynbee ed applicata dall\u2019allora cardinal Ratzinger alla rievangelizzazione dell\u2019Europa secolarizzata. Pensando alla storia della Chiesa, ci accorgiamo che minoranze creative hanno effettivamente rigenerato il tessuto ecclesiale e apportato un benefico influsso sulla societ\u00e0 intera, in momenti di crisi profonda ed estesa dei valori e dei costumi. Pensiamo al manipolo delle prime generazioni di monaci cluniacensi che furono protagonisti di un movimento liturgico nel sec. X cos\u00ec descritto da Benedetto XVI:<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Si volle garantire il ruolo centrale che deve occupare la Liturgia nella vita cristiana. I monaci cluniacensi si dedicavano con amore e grande cura alla celebrazione delle Ore liturgiche, al canto dei Salmi, a processioni tanto devote quanto solenni e, soprattutto, alla celebrazione della santa Messa. Promossero la musica sacra; vollero che l\u2019architettura e l\u2019arte contribuissero alla bellezza e alla solennit\u00e0 dei riti; arricchirono il calendario liturgico di celebrazioni speciali come, ad esempio, all\u2019inizio di novembre, la Commemorazione dei fedeli defunti; incrementarono il culto della Vergine Maria.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E, grazie al movimento monastico cluniacense, si cre\u00f2 un robusto tessuto spirituale ed etico che colleg\u00f2 i popoli dell\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">2) In secondo luogo, le minoranze tendono a curare, talvolta a difendere, la loro identit\u00e0. E questo contribuisce ad un approfondimento e ad un\u2019appropriazione pi\u00f9 convinta dei tratti che definiscono l\u2019identit\u00e0. Per questo motivo, essendo passati ancora pochissimi anni dalla nascita del movimento SP, i fedeli e le comunit\u00e0 che celebrano con il Messale del 1962 sono in una fase di maturazione. Non \u00e8 forse questa l\u2019esperienza che molti di noi fanno? La formazione liturgica che cerchiamo di acquisire, da soli o in compagnia, gli effetti nella nostra vita spirituale, ed anche l\u2019organizzazione stessa delle celebrazioni, ci stanno aiutando a comprendere che dalla e con la liturgia tradizionale si costruisce uno stile di vita cristiano <em>tout court<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">3) Infine, non vorrei tacere sul fatto che le minoranze che hanno adottato la forma straordinaria del rito romano non sempre incontrano comprensione, nonostante gli autorevoli incoraggiamenti giunti dal <em>motu proprio<\/em>. Anche questo fatto \u00e8, secondo me, assolutamente non irrilevante. La storia della Chiesa, infatti, ci mostra questa legge costante: le opere di Dio, affidate a pochi, soprattutto all\u2019inizio, sono contrastate ed in genere coloro che frappongono ostacoli sono i fratelli nella fede, che pure agiscono, il pi\u00f9 delle volte, con rette intenzioni. Dio si serve di anche questo misterioso dinamismo per purificare e consolidare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><em>B)<\/em> Giungo ora alla seconda parte della riflessione che intendo condividere con Voi. Quante volte abbiamo risposto a chi ci domandava il motivo del nostro amore per la Messa tridentina le ragioni che ci sembrano importanti! Ecco, pensando a degli ideali interlocutori, a credenti come noi che si chiedono quale valore possa avere una \u00abMessa in latino\u00bb officiata da un prete che volge le spalle ai fedeli, vorrei dire quanto sottopongo anche alla Vostra comprensiva attenzione. Sono cinque i motivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">1) Anzitutto, partirei dal Magistero del Papa Francesco. Infatti, oltre al dato oggettivo dell\u2019autorit\u00e0 del Supremo Pastore, si ottiene quasi sicuramente la benevolenza del nostro ideale interlocutore, verosimilmente affascinato dalla figura dell\u2019attuale Pontefice. Papa Francesco chiede insistentemente \u2013 si pensi agli appelli contenuti nell\u2019esortazione apostolica <em>Evangelii Gaudium<\/em> \u2013 uno slancio missionario che induca o alla rievangelizzazione dei battezzati per cui la fede \u00e8 diventata irrilevante o all\u2019evangelizzazione di chi non ha ricevuto l\u2019annuncio esplicito. Sotto questo punto di vista, la Messa tridentina offre moltissime risorse. Con le sue caratteristiche ben note a tutti noi, la sacralit\u00e0, l\u2019orientamento <em>ad Deum<\/em>, l\u2019affermazione della condizione creaturale dinanzi al Creatore e al Redentore, l\u2019uso di un linguaggio simbolico e sinestetico completo (la liturgia tridentina coinvolge tutti i sensi interni ed esterni dell\u2019uomo), la concentrazione del messaggio, \u00e8 una sorta di annuncio fondamentale del Vangelo che colpisce chi lo riceve, teologicamente ed antropologicamente potente. Credo che sia significativa la leggenda che racconta la conversione del principe Vladimir al Cristianesimo che segn\u00f2 l\u2019ingresso nella famiglia cristiana del popolo russo. Invi\u00f2 i suoi emissari nel mondo circostante per informarsi su quale fosse la vera religione. Quando essi tornarono, riferirono che a Costantinopoli, nella Basilica della <em>Hagia Sophia<\/em>, avevano assistito alla splendida liturgia orientale e ne avevano tratto una conclusione: \u00abnon sapevamo se fossimo ancora sulla terra o fossimo gi\u00e0 in Cielo\u00bb. S\u00ec, cari amici, c\u2019\u00e8 tanto bisogno di evangelizzare il mondo e la liturgia ben celebrata \u00e8 un mezzo potente perch\u00e9 \u00e8 Dio stesso che agisce sulla terra. Permettetemi di citare il testo, in una mia personale traduzione, della 35\u00aa proposizione finale del Sinodo dei Vescovi del 2012, dedicato proprio all\u2019evangelizzazione e troppo presto dimenticato per parlare del prossimo sinodo, oggetto di un ambiguo bombardamento mediatico.<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">La degna celebrazione della Sacra Liturgia, il pi\u00f9 prezioso dono di Dio a noi, \u00e8 la sorgente della pi\u00f9 alta espressione della nostra vita in Cristo. \u00c8 perci\u00f2 l\u2019espressione primaria e pi\u00f9 potente della nuova evangelizzazione. Dio desidera manifestarci la bellezza incomparabile del suo amore infinito ed incessante per noi per mezzo della Sacra Liturgia, e noi, per nostra parte, desideriamo utilizzare ci\u00f2 che abbiamo di pi\u00f9 bello nell\u2019azione di adorazione di Dio in risposta al suo amore. L\u2019evangelizzazione nella Chiesa invoca una liturgia che elevi i cuori degli uomini e delle donne a Dio. La liturgia non \u00e8 solamente un\u2019azione umana ma un incontro con Dio che conduce alla contemplazione e ad un\u2019amicizia che si va approfondendo con Dio. In questo senso, la liturgia della Chiesa \u00e8 la migliore scuola della fede.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Non c\u2019\u00e8 nessuno che non pensi che, mentre viene data questa definizione della liturgia e ne viene illustrata la sua forza intrinseca, in quanto essa \u00e8 un\u2019azione divina, per il successo dell\u2019evangelizzazione e del consolidamento della fede, non abbia associato quelle parole ai riti venerabili nella loro sobriet\u00e0, solenni nella loro semplicit\u00e0, divini nella loro bellezza della Messa tridentina. S\u00ec, cari amici, lo affermiamo con gioia e con convinzione: ci sar\u00e0 un grande slancio evangelizzatore e missionario, quello che Papa Francesco ci chiede, se ci sar\u00e0 una diffusione della Messa tridentina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">2) Vengo ad una seconda ragione. Anch\u2019essa mi viene ispirata dall\u2019attuale Pontificato. Non a torto, si suole dire che al Papa teologo \u00e8 succeduto un Papa pastore che sta orientando anche la teologia verso la pastorale. Che cos\u2019\u00e8 la pastorale, in definitiva? Essa \u00e8 prendersi cura delle anime, delle persone, secondo un linguaggio pi\u00f9 corrente, biblicamente simbolizzate nella figura della pecora. La cura delle anime \u2013 a me piace utilizzare ancora questa categoria che in fondo tutti capiscono bene -, non significa forse comunicare il bene pi\u00f9 grande che \u00e8 la Grazia divina? E qual \u00e8 la sorgente della Grazia divina, se non il Sacrificio della Croce che misticamente si rinnova nella celebrazione della Messa? Ebbene, poich\u00e9 la mistica del sacrificio incruento si dispiega attraverso il linguaggio dei segni, cio\u00e8 il linguaggio sacramentale, quanto pi\u00f9 esso sar\u00e0 comprensibile, tanto pi\u00f9 l\u2019anima sar\u00e0 disposta alla ricezione del bene, cio\u00e8 della Grazia divina. Forse, potr\u00e0 sorprendere quanto dico, ma a me sembra che il linguaggio liturgico della Messa tridentina sia maggiormente comprensibile. Naturalmente, bisogna precisare qual \u00e8 il contenuto da comprendere. Abbiamo detto poco fa: \u00e8 la Grazia divina, dunque, un bene spirituale, altro da quanto umanamente sperimentiamo nella vita quotidiana, un bene spirituale che sorprende, come sorpresa fu Maria Santissima, la \u00abpiena di grazia\u00bb, all\u2019annuncio dell\u2019Angelo, un bene spirituale che ci chiede un\u2019accoglienza intrisa di stupore, adorazione, gratitudine, silenzio, di quegli atteggiamenti, cio\u00e8, che il fedele coltiva nell\u2019<em>actuosa participatio<\/em> favorita dalla Messa tridentina. Insomma, il bene delle anime ci richiede una Messa, sorgente delle grazie, in cui la Grazia nella sua alterit\u00e0 di dono divino sia percepita come tale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">A tal proposito, vorrei ricordare quanto ho letto tempo fa su un articolo apparso in un blog in lingua spagnola, suggeritomi da un confratello spagnolo e che, purtroppo, non ho registrato. Il nocciolo del ragionamento era il seguente: il fedele laico che partecipa regolarmente alla Messa tridentina, si sforza di vivere, per quanto egli riesca, nella sua debolezza umana, comune a noi tutti, i doveri &#8211; ed usiamo pure questa parola senza timore -, della sua vita cristiana: dalla fedelt\u00e0 agli obblighi assunti con il sacramento del Matrimonio all\u2019onest\u00e0 e alla coerenza nell\u2019esercizio della sua professione. Lungi da noi stabilire classifiche di cristiani di serie A e serie B perch\u00e9 grazie a Lui, c\u2019\u00e8 il Padre Eterno che pu\u00f2 stabilire queste graduatorie, e lo fa con immensa misericordia, come giustamente insiste il Papa Francesco, per\u00f2 \u00e8 un dato oggettivo che i fedeli laici che amano la Messa tridentina trovano, evidentemente, risorse spirituali abbondanti per essere sposi fedeli, genitori fecondi, educatori responsabili, cittadini onesti, credenti obbedienti e caritatevoli con il prossimo, penitenti che si confessano frequentemente. Con i tempi che corrono, questa \u00e8 merce tanto preziosa quanto rara! Questa \u00e8 anche la mia esperienza: i fedeli che io conosco e che amano la Messa tridentina appartengono in genere a questa categoria. Mi \u00e8 cos\u00ec venuta in mente una domandina: non \u00e8 che nella colluvie di progetti pastorali, piani di intervento, itinerari e cammini di vario genere, partoriti spesso da loquaci burocrazie ecclesiastiche, che non sembrano sortire molti effetti, non sia opportuno proporre un\u2019iniziazione alla liturgia tradizionale? <em>Videant consules<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">3) Terza ragione. Adesso parler\u00f2 della mia categoria: i preti. Io penso che, globalmente, la situazione sia buona, se paragonata con altre epoche della storia della Chiesa, almeno qualitativamente, perch\u00e9 quantitativamente regioni vastissime sono afflitte dalla penuria di sacerdoti e dunque di Messe. L\u2019impianto formativo \u00e8 buono, seminario, <em>ratio studiorum<\/em>, formatori ed accompagnatori. Certo, le situazioni variano da regione a regione, talvolta da diocesi a diocesi. Tra i punti deboli che riscontro nel prete medio c\u2019\u00e8 una preparazione culturale debole, per mille motivi, e, spesso, alla fine del percorso formativo, una preparazione teologica lacunosa, superficiale, disordinata. Mi spiego: \u00e8 lacunosa perch\u00e9 alcune materie non vengono studiate, come l\u2019apologetica (ed i risultati si vedono, il mondo prende a pesci in faccia il Cristianesimo e i preti non sanno che cosa rispondere) o l\u2019angelologia (e molti preti non sanno come si fa un esorcismo, ammesso che credano all\u2019esistenza del demonio che sta facendo stragi, e meno male che Papa Francesco ce lo sta ricordando frequentemente); \u00e8 superficiale perch\u00e9 sono incapaci di accedere alle fonti della teologia, in latino e in greco, e devono affidarsi alle mediazioni culturali di traduzioni e sommari; \u00e8 disordinata perch\u00e9 studiano moltissime materie, corsi e corsetti, ma manca un impianto trinitario-cristocentrico, che dovrebbe essere quello del Catechismo della Chiesa Cattolica, fede\/liturgia\/morale\/vita spirituale. Ora, se un prete diventa familiare con il Messale, fa ogni giorno un ripasso formidabile di teologia: c\u2019\u00e8 tutto l\u2019essenziale, in uno schema ordinato, con accesso alla fonte delle fonti che \u00e8 il Messale in latino. Nel Messale del 1962 trova tanta Bibbia, basti pensare ai Salmi che costituiscono l\u2019impianto delle antifone, trova la rilettura della Scrittura fatta dai Padri nel patrimonio eucologico, ripercorre i misteri della storia della salvezza, si imbatte nelle categorie portanti della fede pensata lungo i secoli in cui \u00e8 stato formulato il dogma: creazione, peccato, redenzione, santificazione, vita eterna. Ed attenzione, non \u00e8 una teologia verbosa, un po\u2019 arrogante, spesso noiosa, come talvolta accade nelle aule di una facolt\u00e0 teologica, ma \u00e8 una teologia quasi silenziosa come il Canone, umile perch\u00e9 in ginocchio, affascinante perch\u00e9 vissuta con il Corpo di Cristo tra le mani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E poi la Messa tridentina \u00e8 una scuola eccellente di piet\u00e0 sacerdotale. Accenno solo ad un elemento. I preti hanno sempre fretta. Di fretta, entrano in sacrestia, di fretta indossano i paramenti (forse, \u00e8 questa una delle ragioni perch\u00e9 sono stati ridotti all\u2019essenziale e qualche volta manco quello), di fretta salgono sull\u2019Altare. La Messa tridentina chiede al prete di recitare delle bellissime preghiere mentre si veste, prima di lasciare la sacrestia, quando sta dinanzi all\u2019altare. Entra in una dimensione del tempo dove non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ragione per andare di fretta. Luci di eternit\u00e0 lo avvolgono. \u00c8 l\u2019augurio che faccio a tutti i miei confratelli sacerdoti: conoscere la Messa tridentina, la sua teologia e la sua spiritualit\u00e0 che brucia di Spirito Santo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">4) Quarta ragione. C\u2019\u00e8 da essere pessimisti o ragionevolmente ottimisti per come stanno andando le cose nel mondo? A dir la verit\u00e0, quando indugiamo a fare l\u2019elenco delle cose che non vanno, abbiamo sempre timore di essere tacciati di essere \u00abprofeti di sventura\u00bb. Non mi avventuro in queste considerazioni perch\u00e9, da una parte non vorrei peccare contro la seconda delle virt\u00f9 teologali, dall\u2019altra perch\u00e9 bisognerebbe essere dei tuttologi per capire come stanno le cose. E di tuttologi ce ne sono gi\u00e0 tanti. Volentieri lascio il mestiere a loro. Di una cosa, per\u00f2, cari Amici, sono certo. Al demonio e a ai suoi satelliti \u00e8 stata lasciata una grande libert\u00e0 di azione negli ultimi tempi. \u00c8 una convinzione che nasce dal colloquio con gli esorcisti che avrebbero tante cose da dirci. Non \u00e8 forse luciferina la pretesa di misconoscere l\u2019armonia della creazione, in cui \u00e8 stabilita la differenza dei sessi, sottrarsi a questo ordine e gridare, ogni giorno di pi\u00f9, anche a bambini innocenti: \u00abNon oboediam\u00bb? Non \u00e8 satanico l\u2019odio che ha introdotto nel vocabolario una nuova parola, cristianofobia, e che provoca, secondo il sociologo Introvigne, la morte violenta di un cristiano ogni 5\/6 minuti di ogni giorno? Insomma, il demonio sta agendo e, quando opera, ha una vittima prediletta: la Chiesa. Pazzo per la rabbia, non potendo far nulla contro lo Sposo, se la prende con la Sposa. Bisogna difendersi, altrimenti le botte le prendiamo tutti e ci facciamo male. Bene, la Messa tridentina, piaccia o no, ha un linguaggio sacramentale oggettivamente pi\u00f9 completo ed efficace per contrastare l\u2019azione del demonio. Non ha le esitazioni razionalistiche di un altro Messale nel chiamare per nome il maligno e nel chiedere a Dio Padre di aiutarci nella lotta. Anzi, a pensarci bene, siccome il sacerdote che offre il sacrificio agisce <em>in persona Christi<\/em>, chi supplica il Padre di sostenere la Chiesa contro il demonio \u00e8 Ges\u00f9 Cristo stesso, \u00e8 Nostro Signore. Da soli che cosa possiamo fare? Schieriamo i fucili contro i missili? Allora, il combattimento lo pratichiamo agli ordini del Generale, Ges\u00f9 Cristo, anzi lo facciamo svolgere a Lui. E non siamo mai soli, ci sono i Santi e gli Angeli del Cielo, compreso l\u2019Arcangelo Michele che il Papa Leone XIII volle fosse invocato alla fine di ogni Messa. Chi sa, forse, se riprendessimo a farlo, con il <em>Vetus<\/em> e il <em>Novus Ordo<\/em>, le cose non andrebbero un po\u2019 meglio?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">5) Mi avvio alla conclusione. Accenno alla quinta ragione. La Messa tridentina \u00e8 bella. E la <em>via pulchritudinis<\/em> \u00e8 un eccellente <em>itinerarium in Deum<\/em>. \u00c8 bella la sua lingua, la lingua sacra per eccellenza, il latino, \u00e8 bella la disposizione dell\u2019altare con il Crocifisso in posizione centrale e non il prete che, per quanto avvenente possa essere, non pu\u00f2 paragonarsi al Crocifisso, \u00e8 bella l\u2019atmosfera di raccoglimento, sono belli i canti, \u00e8 bella l\u2019umilt\u00e0 dei fedeli in ginocchio dinanzi alla balaustra, \u00e8 bella la fede che traluce nello sguardo degli anziani che sanno di adorare Colui che li ha accompagnati nelle varie stagioni della vita e li accoglier\u00e0 in Cielo, Lui che scende sull\u2019Altare proprio per questo, \u00e8 bella l\u2019innocenza dei bambini che, qualche volta si annoieranno, ma non dimenticheranno mai che, se il pap\u00e0 e la mamma sono inginocchiati, Colui dinanzi al quale si inginocchiano \u00e8 pi\u00f9 importante del pap\u00e0 e della mamma, \u00e8 bella la piet\u00e0 dei giovani che all\u2019inizio del rito ripetono quelle parole immortali <em>ad Deum qui laetificat iuventutem meam<\/em>, \u00e8 bella la testimonianza del prete che, nel suo ministero ce la mette tutta per far del bene alla gente, ma, anche se non ci riesce, alla fine della Messa, quando recita il <em>Placeat<\/em>, sa che ha fatto per loro la cosa pi\u00f9 importante, \u00e8 bella la comunione con i santi del Paradiso che si invocano frequentemente per onorarli e per chiedere l\u2019intercessione, soprattutto Maria Santissima, \u00e8 Lei bellissima, la Regina del Cielo, che, sul Calvario ha accolto Giovanni l\u2019apostolo, ed in ogni Messa, rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce, come la Messa tridentina solamente sa inculcarci, ci sta accanto. A Lei affido i desideri che portiamo nel cuore perch\u00e9 si diffonda la Messa tridentina, restituita generosamente alla Chiesa da un Papa grande, <em>Benedictus Magnus, ad laudem et gloriam Nominis sui, ad utilitatem quoque nostram totiusque Ecclesiae suae Sanctae<\/em>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo della conferenza tenuta da don Roberto Spataro il 29 marzo 2014 alla Sala Zanotto presso la Basilica di S. 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