{"id":2923,"date":"2014-04-18T06:32:21","date_gmt":"2014-04-18T05:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/?p=2923"},"modified":"2022-04-16T09:03:41","modified_gmt":"2022-04-16T08:03:41","slug":"venerdi-santo-stazione-santa-croce-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2014\/04\/18\/venerdi-santo-stazione-santa-croce-gerusalemme\/","title":{"rendered":"VENERDI&#8217; SANTO Colletta in Laterano. Stazione a Santa Croce in Gerusalemme."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2012\/03\/18\/quarta-domenica-di-quaresima-stazione-santa-croce-gerusalemme\/st-scroce-ingerusalemme\/\" rel=\"attachment wp-att-955\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-955\" title=\"S. Croce in Gerusalemme\" src=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/st-scroce-ingerusalemme.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"619\" srcset=\"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/st-scroce-ingerusalemme.jpg 600w, https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/st-scroce-ingerusalemme-232x300.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ges\u00f9 aveva detto: <em>non capit prophetam perire extra Hierusalem\u00a0<\/em><sup>1<\/sup>; perci\u00f2 la stazione oggi si celebra nella basilica detta <em>Sancta Hierusalem<\/em>, ove altra volta il Papa si recava a piedi scalzi, movendo in processione dal Laterano. Durante il cammino egli agitava un turibolo fumigante di aromi preziosi innanzi al legno della santa Croce sostenuto da un diacono, mentre il coro cantava il salmo 118: <em>Beati immaculati in via. <\/em>In segno di profonda mestizia, originariamente questo giorno era aliturgico, come in genere in Roma tutti i venerd\u00ec e sabati dell&#8217;anno; cosicch\u00e9 quando, verso il VI secolo, venne rimesso alquanto il rigore dell&#8217;antica disciplina e furono istituite le stazioni dei venerd\u00ec quaresimali, i Papi per pi\u00f9 secoli mantennero inviolato il primitivo uso romano che voleva esclusa in questo giorno perfino la messa dei <em>Presantificati<\/em>. L&#8217;attuale rito quindi, non risale che al medio evo e rappresenta appunto quello adoperato nelle chiese titolari di Roma dove non interveniva il Pontefice.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;adorazione del legno della santa Croce il venerd\u00ec santo deriva, siccome gi\u00e0 dicemmo, dalla liturgia gerosolimitana, dove era gi\u00e0 in uso verso la fine del <span style=\"font-variant: small-caps;\">iv <\/span>secolo. Anzi, per molto tempo, anche in Occidente quest&#8217;adorazione costitu\u00ec quasi la cerimonia pi\u00f9 importante e caratteristica, il punto centrale verso cui convergeva tutta la liturgia della santa Parasceve. <em>Ecce lignum Crucis <\/em><sup>2<\/sup>:\u00a0\u00e8 questo l&#8217;inizio della <em>parusia <\/em>del divin Giudice, e all&#8217;apparizione del vessillo trionfale della redenzione, mentre la Chiesa si prostra in atto di grata adorazione, le potenze infernali inorridite fuggono gi\u00f9 nell&#8217;abisso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nel medio evo a Roma il reliquiario papale della santa Croce veniva cosparso di aromi, ad indicare cos\u00ec la soavit\u00e0 della grazia che traspira dal Legno trionfale, come anche l&#8217;unzione interiore e la dolcezza spirituale che il Signore infonde nel cuore di coloro che portano la croce per amor suo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Giusta gli Ordini Romani del secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">viii<\/span>, la cerimonia quest&#8217;oggi si svolgeva parte nella basilica Sessoriana, parte in Laterano. Verso le due pomeridiane, il Papa e il clero palatino movevano in processione a piedi scalzi dal patriarchio alla basilica stazionale, dove aveva luogo prima l&#8217;adorazione della santa Croce, quindi la lettura della Passione secondo san Giovanni e la grande preghiera litanica per i vari ordini ecclesiastici e per i bisogni della Chiesa. Indi si ritornava in Laterano cantando lungo la via il salmo <em>Beati immaculati in via. <\/em>In questo giorno di lutto n\u00e9 il Papa n\u00e9 i diaconi si comunicavano: il popolo per\u00f2 era libero di ricevere la santa Comunione sia in Laterano, dove celebrava uno dei vescovi suburbicari, sia negli altri titoli della citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Verso il secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">ix<\/span>\u00a0il rito fu alquanto modificato. L&#8217;adorazione della Croce venne differita sin dopo la preghiera litanica, cui seguiva il <em> Pater noster <\/em>colla Comunione degli astanti. La processione delle sacre Specie non aveva ancor luogo, e la funzione terminava colla benedizione del Papa: <em>In nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti. <\/em>Rispondeva l&#8217;assemblea: <em>Et cum spiritu tuo. <\/em>Ognuno quindi recitava privatamente i salmi dell&#8217;ufficio vespertino, dopo di che si andava a mensa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nel secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">xii<\/span>\u00a0nella basilica Lateranense compieva ancora i divini uffici della Parasceve uno dei sette vescovi suburbicari di turno; il Papa per\u00f2 non interveniva, giacch\u00e9 continuava a recarsi nella basilica Sessoriana. Dal patriarchio si portavano in processione cos\u00ec il legno della santa Croce che le sacre Specie Eucaristiche per la messa dei Presantificati; ma non sembra che il popolo allora usasse pi\u00f9 di comunicarsi, come ai primi secoli del medio evo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ai tempi d&#8217;Onorio III, il Papa, in sullo spuntar dell&#8217;aurora, soleva cantare l&#8217;intero salterio insieme coi suoi cappellani. Verso mezzod\u00ec egli si recava coi cardinali nell&#8217;oratorio di San Lorenzo, ed aperta l&#8217;inferriata sotto l&#8217;altare di Leone III, ne estraeva i due reliquiari col legno della santa Croce e i capi degli apostoli Pietro e Paolo, che, giusta una tarda tradizione la quale non risaliva oltre il mille, si volevano conservati in quel luogo. I cardinali s&#8217;appressavano a baciare le sacre reliquie, quindi il corteo si disponeva in ordine di processione per andare alla basilica Sessoriana. Prima di dar principio alla messa, il Pontefice si ritirava nell&#8217;attiguo monastero a lavarsi i piedi e a riprendere i suoi sandali ordinari; terminato poi l&#8217;ufficio, la processione ritornava in Laterano, dove per\u00f2 non seguiva il solito banchetto nel triclinio, giacch\u00e9 in questo giorno di lutto e di penitenza, ai ministri del palazzo non si somministrava che solo pane ed erba, escluso perfino il vino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Questo cerimoniale dur\u00f2 in Roma sino quasi al secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">xv<\/span>, quando cio\u00e8 i rituali cominciarono a prescrivere che il Papa nella sua camera da letto recitasse dapprima il salterio insieme coi cappellani, indi si dovesse affacciare ad un balcone per concedere al popolo l&#8217;indulgenza. Ad ora poi determinata, il Pontefice si recava in coro per recitare l&#8217;Ufficio, e dopo mezzo giorno, prima cio\u00e8 di dar principio alla processione stazionale a Santa Croce, ricompariva nuovamente sul balcone, ammantato questa volta di pluviale rosso e colla mitra in capo, per concedere alle turbe di popolo che si accalcavano sulla piazza, nuovamente l&#8217;indulgenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Terminata questa cerimonia, deponeva i sandali e insieme coi cardinali movevano tutti in processione a piedi nudi alla basilica Sessoriana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Seguiva la messa dei Presantificati coi riti gi\u00e0 descritti; solo che, durante il periodo avignonese, invalse l&#8217;uso che le sacre Specie venissero recate sull&#8217;altare, non gi\u00e0 da uno dei cardinali che precedeva il Papa quando dal <em>secretarium <\/em>faceva il suo ingresso nel tempio, ma dal Pontefice stesso, e precisamente dopo compiuta l&#8217;adorazione della Croce. \u00c8 appunto questo il rito descritto nell&#8217;odierno Messale Romano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Con tutto questo complicarsi di cortei e di cerimonie durante il medio evo, non \u00e8 difficile tuttavia di rilevare che l&#8217;attuale messa dei Presantificati, quale ci hanno trasmesso gli Ordini Romani del secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">xvi<\/span>\u00a0e quale noi ancora celebriamo, consta di tre parti distinte, che si sovrappongono come tre successive stratificazioni: la cos\u00ec detta messa dei Catecumeni, l&#8217;adorazione della santa Croce e la sacra Comunione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La messa dei Catecumeni conserva quasi intatto il tipo delle antiche sinassi aliturgiche, e della cos\u00ec detta messa dei Catecumeni. Non v&#8217;\u00e8 introito n\u00e9 <em>Kyrie<\/em>, ma solo si leggono tre lezioni scritturarie, due cio\u00e8 dell&#8217;Antico Testamento, una del Vangelo. Alle prime due, segue il canto responsoriale d&#8217;un salmo terminato da una colletta del preside; dopo la terza lezione, la Passione secondo san Giovanni, segue la grande preghiera litanica per i diversi bisogni della Chiesa (<em>Oremus, dilectissimi nobis, etc.<\/em>), che originariamente segnava appunto il termine dell&#8217;Ufficio domenicale vigiliare e serviva quasi d&#8217;introduzione alla liturgia eucaristica. Anche oggi alla messa, dopo il Vangelo, il sacerdote saluta il popolo (<em>Dominus vobiscum<\/em>) e lo invita alla preghiera collettiva (<em>Oremus<\/em>); per\u00f2 essendo andata in disuso l&#8217;antica litania, almeno siccome rito ordinario della messa, di fatto n\u00e9 il sacerdote, n\u00e9 il popolo a questo momento dell&#8217;azione eucaristica pregano pi\u00f9, ed unicamente il coro dei cantori eseguisce le melodie dell&#8217;offertorio. Il solo venerd\u00ec santo conserva ancora intatto il rito primitivo romano; in modo che l&#8217;antichissima preghiera litanica dopo il Vangelo, attestataci fin dal <span style=\"font-variant: small-caps;\">ii<\/span>\u00a0secolo da Giustino, non si pu\u00f2 dire punto che sia stata interamente sbandita dalla liturgia della Sede Apostolica, essendo rimasta a suo luogo almeno in questo giorno solenne della Parasceve pasquale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Dopo la litania di cui abbiamo detto, nelle messe ordinarie seguiva regolarmente il canone eucaristico e la Comunione. Siccome tuttavia oggi non ha luogo alcuna consacrazione, perci\u00f2 nel secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">ix<\/span>\u00a0il Papa saltava a pi\u00e9 pari il canone e passava subito al canto del <em>Pater <\/em>che precedeva immediatamente la Comunione. Era questo il modo pi\u00f9 regolare. Per\u00f2 qualche secolo dopo troviamo invece che l&#8217;adorazione della Croce, la quale da principio aveva luogo prima della messa, era venuta, non si sa come, ad incastrarsi arbitrariamente tra la litania e la Comunione; onde il ritmo primitivo della cerimonia essendone rimasto alquanto turbato, ne segu\u00ec una complicazione di riti. Taluni Papi ritornando all&#8217;altare dopo la adorazione della santa Croce, ritennero che allora propriamente cominciasse la messa, e vollero si recitasse, giusta il consueto delle altre messe, il salmo 42 colla confessione. Posteriormente, dopo che i Pontefici avignonesi ebbero introdotto per loro particolare devozione la processione delle sante Specie, un po&#8217; per volta seguirono anche l&#8217;incensazione delle Oblate e dell&#8217;altare, la lavanda delle mani, le preghiere secrete e l&#8217;elevazione. Nel secolo <span style=\"font-variant: small-caps;\">xv<\/span>\u00a0quest&#8217;ultima cerimonia si compieva allorquando il Papa recitava il <em>Pater<\/em>, alle parole cio\u00e8 <em> sicut in coelo &#8230;<\/em> ; in seguito tuttavia l&#8217;ostensione della santa Ostia venne differita sin dopo l&#8217;orazione domenicale ed immediatamente prima della sua frazione, precisamente come si faceva da principio.<\/span><\/p>\n<p>____________<\/p>\n<p><sup>1<\/sup> \u00abNon \u00e8 permesso che un Profeta venga messo a morte fuori di Gerusalemme\u00bb L<span style=\"font-variant: small-caps;\">uc<\/span>., <span style=\"font-variant: small-caps;\">xiii<\/span>, 33.<br \/>\n<sup>2<\/sup> \u00abEcco il legno della Croce\u00bb.<\/p>\n<p>da A. I. <span style=\"font-variant: small-caps;\">Schuster<\/span>, <em>Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano<\/em>\u00a0\u2013 III.\u00a0<em>Il Testamento Nuovo nel Sangue del Redentore\u00a0(La Sacra Liturgia dalla Settuagesima a Pasqua)<\/em>, Torino-Roma, Marietti, 1933, pp. 212-216.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 aveva detto: non capit prophetam perire extra Hierusalem\u00a01; perci\u00f2 la stazione oggi si celebra nella basilica detta Sancta Hierusalem, ove altra volta il Papa si recava a piedi scalzi, movendo in processione dal Laterano. 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