{"id":2971,"date":"2014-04-19T07:00:11","date_gmt":"2014-04-19T06:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/?p=2971"},"modified":"2022-04-17T08:35:39","modified_gmt":"2022-04-17T07:35:39","slug":"la-sacra-veglia-nella-notte-pasquale-stazione-laterano-originariamente-s-pietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2014\/04\/19\/la-sacra-veglia-nella-notte-pasquale-stazione-laterano-originariamente-s-pietro\/","title":{"rendered":"LA SACRA VEGLIA NELLA NOTTE PASQUALE Stazione in Laterano (originariamente a S. Pietro)."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/vigilia-pasqua.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2990\" src=\"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/vigilia-pasqua.jpg\" alt=\"Veglia Pasquale\" width=\"968\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/vigilia-pasqua.jpg 968w, https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/vigilia-pasqua-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 968px) 100vw, 968px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;altro ieri il Cristo sulla Croce s&#8217;\u00e8 rivestito per noi di maledizione; \u00e8 morto su d&#8217;un infame patibolo, abbandonato qual reo alla inesorabile giustizia di Dio, non meno che alla rabbia dell&#8217;inferno ed all&#8217;odio dei suoi nemici. Egli \u00e8 morto, e con lui \u00e8 morta tutta l&#8217;umanit\u00e0, la quale, come mor\u00ec gi\u00e0 una prima volta alla santit\u00e0 e all&#8217;innocenza originale a cagione del peccato d&#8217;Adamo, cos\u00ec adesso nel Cristo e pel Cristo muore al peccato e alla vecchia Legge, rendendosi per mezzo della fede solidaria dell&#8217;espiazione e del sacrificio di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 per\u00f2 finalmente giunto il momento in cui questa povera umanit\u00e0, quest&#8217;umanit\u00e0 cos\u00ec fiaccata, contusa e lacera nel Divin Crocifisso, la quale tuttavia ha dato a Dio una condegna soddisfazione del proprio errore, sia reintegrata nell&#8217;antico onore. Ges\u00f9 sulla Croce s&#8217;abbandona e si d\u00e0 al Padre. Il Padre gradisce quest&#8217;offerta, ed accogliendo il dono &#8211; un freddo cadavere tutto ricoperto di sputi e di ferite &#8211; nel proprio cuore, lo riscalda del fuoco del suo essere e gli comunica la sua vita. Ges\u00f9 risorge da morte all&#8217;alba del terzo giorno; ma, come egli aveva associato alla propria espiazione tutta intera l&#8217;umanit\u00e0, cos\u00ec egli unisce al suo trionfo l&#8217;intero suo corpo mistico, sul quale dal capo trasfonde la gloria della sua resurrezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Egli dunque \u00e8 morto, come insegna l&#8217;Apostolo, a cagione dei nostri peccati, ed \u00e8 risorto onde distruggerne gli effetti, reintegrandoci nella grazia, nella giustizia e nei diritti alla gloria. La Pasqua dunque di Ges\u00f9 \u00e8 la Pasqua nostra, perch\u00e9, se nel vespero della Parasceve tutti quanti morimmo in lui sulla Croce, questa notte in lui altres\u00ec risorgiamo a vita nuova secondo Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ecco pertanto il motivo per cui la Chiesa, specialmente in Occidente, sin dalla remota antichit\u00e0 ha riservata alla solennit\u00e0 pasquale l&#8217;amministrazione solenne del battesimo, in grazia del quale, come appunto spiega san Paolo, noi discendiamo nella piscina, quasi ad esservi sepolti col Cristo, per indi risorgerne ad immagine della santit\u00e0 sua, a vita nuova di grazia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">V&#8217;\u00e8 quindi un intimo nesso tra il battesimo e la festa di Pasqua; onde la Chiesa nella liturgia solenne di questa settimana, intreccia e fonde insieme questi due concetti, queste due resurrezioni, per cantare le glorie di un&#8217;unica Pasqua, quella di Ges\u00f9 capo e del suo mistico corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Un&#8217;antica tradizione orientale riferiva, che la venuta finale del Cristo &#8211; la quale, in grazia dell&#8217;universale resurrezione dei corpi, pu\u00f2 veramente ritenersi siccome l&#8217;integrazione e la pienezza della Pasqua Cristiana &#8211; dovesse accadere nella notte anniversaria della resurrezione del Signore. Il popolo perci\u00f2 si adunava in chiesa e vegliava in attesa della parusia; trascorsa la mezzanotte e visto che niuno era ancora apparso dal cielo, si conchiudeva che per quell&#8217;anno il mondo non sarebbe ancora finito, e si celebrava la Pasqua.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Comunque sia, la tradizione di trascorrere in preghiera la notte tra il sabato e la domenica pasquale, \u00e8 antichissima. Tertulliano ne discorre come d&#8217;una legge di cui s&#8217;ignora l&#8217;istituzione, e dalla quale nessuno poteva esimersi. Fu solo nel tardo medio evo che la cerimonia venne anticipata definitivamente nel pomeriggio, e poi nella mattina del sabato santo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La pi\u00f9 antica descrizione della veglia pasquale, ci \u00e8 fornita da Giustino Martire nella sua Apologia, dove il battesimo seguito dalla messa, cos\u00ec come egli ci narra, dovevano essere precisamente i riti che stiamo descrivendo, giacch\u00e9 essi seguivano un digiuno solenne e pubblico, non solo dei catecumeni, ma dell&#8217;intera comunit\u00e0 cristiana; digiuno che, a quel tempo, non potrebbe venir identificato che col digiuno precedente la solennit\u00e0 della resurrezione del Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nell&#8217;evo classico della sacra liturgia in Roma, cio\u00e8 dopo il periodo gregoriano, tutta la cerimonia della veglia di Pasqua si svolgeva magnificamente in Laterano, cos\u00ec come descrivono i pi\u00f9 antichi <em>Ordines Romani<\/em>. Da principio tuttavia, il battesimo in Roma era posto in relazione con Pietro, onde lo si amministrava nel cimitero <em>ad Nymphas ubi Petrus baptizabat<\/em> tra la Nomentana e la Salaria, nel santuario apostolico <em>ad Catacumbas<\/em>, e pi\u00f9 particolarmente, nel battistero damasiano a San Pietro. A quest&#8217;ultimo infatti con grande probabilit\u00e0 si deve riferire quell&#8217;epigrafe letta e ricopiata nelle antiche sillogi romane, e che abbiamo gi\u00e0 citato nel precedente volume: <em>Auxit Apostolicae geminatum Sedis honorem<\/em>. L&#8217;importanza di quei versi sta tutta nel nesso che essi stabiliscono tra il battesimo romano e i Principi degli Apostoli Pietro e Paolo. Questa sede, dice l&#8217;anonimo poeta, \u00e8 gi\u00e0 celebre perch\u00e9 fondata dai due Capi dell&#8217;Apostolico Collegio; ma il Cristo l&#8217;ha voluta sublimare ancor di pi\u00f9; imperocch\u00e9 Colui cui Egli affid\u00f2 l&#8217;eterea porta del regno, si vale anche in questo tempio della seconda chiave che schiude le avamporte del cielo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La sacra cerimonia che sta per svolgersi sotto i nostri sguardi, e che esprime con colori tanto suggestivi e smaglianti una santa e tremenda realt\u00e0, la resurrezione cio\u00e8 del Cristo e della Chiesa, consta di tre parti distinte: dapprima l&#8217;ufficiatura vigiliare, cui fa da preludio il rito della benedizione lucernare, quindi il battesimo e poi la messa. Originariamente, tranne il battesimo, l&#8217;ordinaria <em>pannuchis<\/em> che nel <span style=\"font-variant: small-caps;\">iii<\/span> secolo santificava in ciascuna settimana la notte tra il sabato e la domenica, non doveva comprendere riti molto diversi da quello che l&#8217;odierno Messale Romano prescrive per la Vigilia Pasquale. Anzi, prima che la piet\u00e0 monastica creasse verso il <span style=\"font-variant: small-caps;\">v<\/span>\u00a0secolo il tipo dell&#8217;Ufficio notturno contenuto nei nostri Breviari, la pi\u00f9 remota antichit\u00e0 cristiana, nelle sue ordinarie veglie domenicali e negli anniversari dei Martiri nelle cripte dei cimiteri e nei Titoli urbani, non conosceva altro schema d&#8217;Ufficio vigiliare, che quello giusta il quale \u00e8 stata appunto redatta la solenne preparazione liturgica alla festa di Pasqua; in modo che, l&#8217;odierna funzione del Messale <em>in Vigiliis Paschae<\/em>, rappresenta e conserva intatto il tipo primitivo dell&#8217;ufficio notturno giusta l&#8217;uso Romano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La prima parte della odierna cerimonia, ha per oggetto la benedizione del fuoco e del cereo pasquale. Essa per\u00f2 non \u00e8 altro che un&#8217;alterazione della primitiva <em>Eucharistia lucernaris<\/em>, e come tale \u00e8 affatto estranea all&#8217;antica tradizione liturgica della Sede Apostolica, tanto che esula affatto dai pi\u00f9 antichi Ordini Romani. Il merito di averla introdotta nell&#8217;Urbe, va dato a quella specie di compromesso tra gli usi gallicani e la liturgia romana, che venne conchiuso nel primo periodo carolingio; di guisa che il risultato di questa fusione, in grazia dei nuovi dominatori Franchi, fin\u00ec per ottenere diritto di cittadinanza anche nella Citt\u00e0 dei sette colli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Abbiamo gi\u00e0 detto pi\u00f9 sopra dell&#8217;<em>Eucharistia lucernaris<\/em>, senza che dobbiamo ritornare nuovamente sull&#8217;argomento. Per quanto si riferisce in particolare a questa prima parte della liturgia romana nella vigilia pasquale, giover\u00e0 di osservare che tutta l&#8217;attuale benedizione del fuoco con le sue quattro collette di ricambio, per quanto siano veramente ispirate e commoventi, rappresenta tuttavia un curioso equivoco nell&#8217;interpretazione della rubrica e della terminologia medievale. Infatti, non si trattava gi\u00e0 di fuoco, d&#8217;un braciere, e meno ancora, delle lacrime dell&#8217;incenso; l&#8217;oggetto del sacro rito invece era il <em>Lucernario<\/em>, o l&#8217;illuminazione della candela serale, che al principio della sacra Veglia doveva accendersi a fianco del leggio, come una specie di poetico sacrificio di luce, affinch\u00e9 il cereo, si struggesse in omaggio a Colui che \u00e8 luce da luce, e viene a diradare le tenebre del mondo. Questo appunto vuol essere quel <em>claritatis tuae ignem<\/em> di cui parla la prima orazione, quel <em>lumen<\/em>, cio\u00e8, <em>quod a te sanctificatum atque benedictum est<\/em>. Anzi, la stessa colletta che ora la rubrica del Messale attribuisce alla benedizione dei grani d&#8217;incenso, in realt\u00e0 si riferisce ad un <em>nocturnum splendorem<\/em>, il quale dev&#8217;essere acceso, onde <em>arcana luminis tui admixtione refulgeat<\/em>. In una parola, si tratta del cereo pasquale, dal quale precisamente, come c&#8217;informa Ennodio e come ancora attesta la stessa preghiera del Messale, gli antichi fedeli solevano riportare a casa dei piccoli frammenti a titolo d&#8217;eulogie: <em>In quocumque loco ex huius sanctificationis mysterio aliquid fuerit deportatum, expulsa diabolica fraudis nequitia, virtus tuae maiestatis assistat<\/em>. Di quest&#8217;uso, qualche cosa ancor rimane. Anche ai d\u00ec nostri, in molte parti d&#8217;Italia, il popolo ha conservato grande devozione pei frammenti, non pi\u00f9 del cereo Pasquale, ma delle candele del <em>Lumen Christi<\/em>, che vengono perci\u00f2 racchiusi entro borsette di seta per essere sospese al collo dei bambini. Non sappiamo come dalla candela vigiliare il concetto siasi tanto dilungato, da andare a pensare alle lagrime resinose dell&#8217;incenso, mentre la parola <em>incensum<\/em>, e le espressioni <em>incensi sacrificium<\/em>, <em>incensum lucernae<\/em>, sin dal <span style=\"font-variant: small-caps;\">v<\/span>\u00a0secolo esprimevano indubbiamente e denotavano l&#8217;accendersi rituale della candela, che doveva rischiarare in chiesa, e precisamente a fianco dell&#8217;ambone, le sacre Vigilie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La triplice candela che accende il diacono al canto delle parole: <em>Lumen Christi<\/em>, sembra un altro rito di ricambio per il Lucernare. Forse dalla lontana liturgia Ispanica, la ceremonia giunse a Roma pel tramite dei riti gallicani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Segue un terzo formulario <em>dell&#8217;Eucharistia lucernaris<\/em>, e questa volta \u00e8 quello classico, gi\u00e0 attribuito a sant&#8217;Agostino. Ad ogni modo, esso data almeno dal quarto secolo, quando cio\u00e8 cominci\u00f2 tutta quella fioritura di composizioni liturgiche in forma d&#8217;anafora, di cui il Sacramentario Leoniano ci conserva talora dei curiosi campioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">San Girolamo deplora l&#8217;ispirazione quasi profana che parecchi diaconi di allora davano al preconio pasquale, citando Virgilio a proposito delle api laboriose e caste. Temi siffatti vennero sviluppati ancora per parecchi secoli in occasione della veglia di Pasqua; il rotolo dell&#8217;<em>Exsultet<\/em> di Bari del secolo XII ne contiene la prova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La formola Romana si distingue per la sua sobriet\u00e0 ed unzione. Essa non manca di slancio lirico, e talvolta l&#8217;ispirazione \u00e8 cos\u00ec veemente, che sta quasi per trasportare l&#8217;autore nelle regioni pi\u00f9 sublimi della mistica cristiana, come quando vuole stabilire i vantaggi che sono ridondati all&#8217;umanit\u00e0 dalla presente economia di redenzione del mondo gi\u00e0 perduto per il peccato. Senza dubbio, il piano attuale prescelto da Dio per raggiungere la propria glorificazione per mezzo di Ges\u00f9 salvatore del genere umano, tra tutti \u00e8 il pi\u00f9 degno della Divinit\u00e0, il pi\u00f9 glorioso per il Cristo, il pi\u00f9 utile per noi. In questo senso si pu\u00f2 pur dire colla Chiesa: <em>o felix culpa<\/em>, <em>o certe necessarium Adae peccatum<\/em>, giacch\u00e9 questi mali nella sapienza di Dio sono stati appunto le cause occasionali di tanto bene. Perci\u00f2, solo una mente gretta, che si ferma al semplice concetto del peccato e dell&#8217;offesa di Dio, e non allarga le sue considerazioni a tutto il grandioso piano divino della riparazione del mondo, come Dio sa trarre il massimo bene anche dal male, pu\u00f2 trovare a ridire sulle frasi dianzi citate. <\/span><span style=\"font-size: large;\">Esse, prese fuori dal contesto, certo sbigottiscono una mente pia, &#8211; ed \u00e8 cos\u00ec che a Cluny vennero soppresse &#8211; ma intese nel senso che emerge da tutta la composizione, esprimono veramente il grido di entusiasmo e di gratitudine che erompe dall&#8217;anima credente, quando si fa a contemplare il mistero della sua redenzione. Come dinanzi al Giudizio di Michelangelo nella Sistina, una mente che sente meno forte del grande Artista il fremito del <em>Dies irae, dies illa<\/em>, trover\u00e0 esagerata e barocca tutta la scena, dove avanti al tremendo Giudice sembra quasi che tremi la stessa sua Divina Madre! A comprendere certi potenti effetti del genio, bisogna prima sentirli, e questo vale sopratutto per la sacra liturgia, a ben gustare la quale, \u00e8 necessario di riviverla nell&#8217;anima.<\/span><\/p>\n<p>Cfr. A. I. <span style=\"font-variant: small-caps;\">Schuster<\/span>, <em>Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano<\/em> &#8211; IV. <em>Il Battesimo nello Spirito e nel fuoco (La Sacra Liturgia durante il ciclo Pasquale)<\/em>, Torino-Roma, Marietti, 1930, pp. 45-49.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro ieri il Cristo sulla Croce s&#8217;\u00e8 rivestito per noi di maledizione; \u00e8 morto su d&#8217;un infame patibolo, abbandonato qual reo alla inesorabile giustizia di Dio, non meno che alla rabbia dell&#8217;inferno ed all&#8217;odio dei suoi nemici. Egli \u00e8 morto, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2014\/04\/19\/la-sacra-veglia-nella-notte-pasquale-stazione-laterano-originariamente-s-pietro\/\">Continua a leggere <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[178,189,250,744,703,173],"class_list":["post-2971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","tag-arcibasilica-di-s-giovanni-in-laterano-roma","tag-basilica-di-s-pietro-in-vaticano","tag-alfredo-ildefonso-schuster","tag-stazione-a-s-giovanni-in-laterano","tag-stazione-a-s-pietro","tag-stazioni-romane"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2971"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7869,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2971\/revisions\/7869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}