{"id":6535,"date":"2019-07-22T07:05:39","date_gmt":"2019-07-22T06:05:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/?p=6535"},"modified":"2019-07-22T07:05:39","modified_gmt":"2019-07-22T06:05:39","slug":"messe-votive-occasione-dei-pellegrinaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2019\/07\/22\/messe-votive-occasione-dei-pellegrinaggi\/","title":{"rendered":"Messe votive in occasione dei pellegrinaggi"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Specialmente negli ultimi anni, fioccano numerose le lodevoli iniziative di pellegrinaggi \u00abdella tradizione\u00bb nei santuari e nei luoghi di culto pi\u00f9 cari alla cristianit\u00e0, culminanti con la celebrazione del divin sagrifizio nella forma tradizionale della liturgia romana. Se tali iniziative sono da salutare come ammirevoli e meritorie, non sempre impeccabile \u00e8 tuttavia l\u2019organizzazione liturgica degli stessi per quanto concerne l\u2019osservanza scrupolosa delle rubriche, e particolarmente di quale Messa si debba celebrare. Ci\u00f2 avviene a detrimento del pellegrinaggio stesso, venendo meno quell\u2019esattezza delle sacre cerimonie che, giusta le parole dell\u2019insigne liturgista padre Giuseppe Baldeschi, \u00abd\u00e0 tale risalto e maest\u00e0 all\u2019ecclesiastiche funzioni, che ne restano eccitati a divozione non meno i fedeli che i nemici stessi della cattolica religione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Imperciocch\u00e9 usualmente tali pellegrinaggi si tengono in sabato, in quanto in tal data \u00e8 possibile una maggior partecipazione dei fedeli, si \u00e8 ampiamente diffusa la pratica di celebrare indistintamente una Messa votiva della Beata Vergine Maria, essendo il sabato il giorno tradizionalmente dedicato dalla devozione occidentale agli esercizi di piet\u00e0 in onore della Madre di Dio, sovente appellata, e non di rado in modo generalista e scorretto, come \u00abMessa di\u00a0santa Maria in sabato\u00bb. Questa scelta, che di norma si compie per l&#8217;influsso che il devozionismo da un paio di secoli almeno esercita sulla liturgia (1), \u00e8 da riprovare in tutti quei (numerosissimi) casi in cui detta Messa votiva sia proibita dalle rubriche.<\/span><\/p>\n<p>\u00abIn Sabbatis non impeditis Festo Duplici vel Semiduplici, Octava, Vigilia, Feria Quadragesimae vel Quatuor Temporum, vel officio alicujus Dominicae, quae supersit, in praecedens Sabbatum translato, dicitur Missa de sancta Maria secundum varietatem temporum, ut in fine Missalis ponitur\u00bb<i>\u00a0<\/i>(2).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Queste indicazioni (riportate in\u00a0<i>Rubricae generales Missalis Romani<\/i>, IV) sono da seguirsi scrupolosamente. La ricorrenza di\u00a0santa Maria in sabato, si noti inoltre, \u00e8 dotata di un proprio ufficio e sostituisce <em>in toto<\/em> l\u2019ufficio della feria del sabato in cui non ricorra alcuno dei casi sopraelencati. Non \u00e8 dunque propriamente una \u00abMessa votiva\u00bb, quantunque sottostia a molteplici delle norme ad esse relative, e ci\u00f2 si pu\u00f2 intuire dal fatto che in essa sia previsto il canto del Gloria, a differenza di quanto avviene in tutte le altre messe votive, comprese quelle che tengono il posto della Messa conventuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Altro discorso, ben distinto dalla memoria di\u00a0santa Maria in sabato, \u00e8 la \u00abMessa votiva della Madonna\u00bb, che pu\u00f2 celebrarsi in qualsiasi giorno (e non solo in sabato), purch\u00e9 rispettando la seguente e limitativa norma, che si applica a tutte le messe votive, in onore di Nostro Signore, della Madre di Dio, della Trinit\u00e0, dello Spirito Santo o di un qualsiasi santo iscritto nel Martirologio (3):<\/span><\/p>\n<p>\u00abMissae votivae cantatae, etiam pro re non gravi, permittuntur quandocumque non occurrit Officium duplex, vel Dominica quaevis, licet anticipata vel, etiam quoad Officium, reposita;\u00a0\u2026\u00a0Prohibentur:\u00a01. In feria IV cinerum et feriis Majoris Hebdomadae<br \/>\n2. In vigiliis Nativitatis, Epiphaniae et Pentecostes;\u00a03. Infra Octavas Nativitatis, Epiphaniae, Paschatis, Ascensionis, Pentecostis et Corporis Christi, aliasque octavas alicubi privilegiatas;\u00a04. Diebus octavis simplicibus, etiamsi tantum commemoratis;\u00a05. Diebus, in quo primo resumitur missa Dominicae impeditae;\u00a06. In ecclesiis unam tantum missam habentibus, diebus Rogationum, si fiat processio, et ubi cujuslibet missae conventualis onus urgeat, cui per alios sacerdotes satisfieri nequeat\u00bb<i>\u00a0<\/i>(4).<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Si osserva che queste rubriche si riferiscono alla Messa cantata (essendo questa generalmente celebrata in occasione di pellegrinaggi); per la messa privata le rubriche sono pi\u00f9 restrittive, e includono nella proibizione tutte le vigilie, le ferie delle Quattro Tempora, le ferie d\u2019Avvento dal 17 al 23 dicembre inclusive, tutta la Quaresima e il luned\u00ec delle Rogazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Come si noter\u00e0, per poter celebrare una Messa votiva occorre scegliere un giorno in cui ricorra un ufficio al massimo semidoppio, e tali giorni costituiscono una minima parte del Calendario Romano.\u00a0 La restrizione \u00e8 ancora maggiore dopo l&#8217;aggiornamento del 1962, dacch\u00e9 il doppio e il semidoppio confluiscono nella III classe, e la Messa votiva \u00e8 proibita nelle feste di detta classe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">A ci\u00f2 si aggiunga che \u2013 dacch\u00e9 le rubriche richiedono comunque, anche quando permessa, una causa ragionevole per celebrare la Messa votiva \u2013 la logica e il buonsenso impongono, nel caso in cui si faccia un pellegrinaggio verbigrazia a un Santuario della santa Croce oppure di alcuni santi Martiri, di celebrare (sempre se consentito dalle suddette rubriche) la Messa votiva del titolo del Santuario in cui ci si reca, e non gi\u00e0 quella della Madonna per pura devozione. Questa scelta, bench\u00e9 non sia esplicitamente indirizzata da rubrica veruna, si pu\u00f2 ricavare dalla norma di seguito esposta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Moltissimi luoghi di pellegrinaggio, in virt\u00f9 del gran numero di pellegrini affluentivi, hanno ottenuto dalla Santa Sede il permesso di celebrare al suo interno una \u00abMessa votiva del Santuario\u00bb. Tale possibilit\u00e0, concessa\u00a0<i>ab immemorabili<\/i>\u00a0per alcuni luoghi (essempligrazia, i luoghi della vita di Nostro Signore in Terra Santa, che hanno messe votive proprie speciali), \u00e8 menzionata espressamente nel Codice delle Rubriche del 1960 (nn. 375-376, cfr.\u00a0<i>Rubricae generales Missalis Romani<\/i>\u00a0dell\u2019edizione 1962). La Messa votiva celebrata in questi luoghi pii \u00e8 classificata come di II classe secondo il nuovo Codice delle Rubriche, ed \u00e8 quella del titolo del Santuario. Talora, se il titolo fosse stato un mistero della vita del Signore o della Madonna, veniva concesso di celebrare la Messa votiva di quel mistero (cosa ordinariamente vietata): per esempio, il mistero della Presentazione della Vergine nella Basilica della Salute in Venezia. Tale concessione \u00e8 comunque strettamente legata al luogo e a un permesso esplicito, tuttavia ci fornisce alcune indicazioni di carattere generale (per esempio, il fatto che la Messa votiva del santuario sia quella del titolo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Infine, bisogna trattare della Messa votiva\u00a0<i>pro re gravi et causa simul publica<\/i>, cio\u00e8 quella che pu\u00f2 liberamente celebrarsi in qualsiasi giorno fuorch\u00e9 nelle feste doppie di I classe, nelle domeniche di I classe, nelle ferie privilegiate (Ceneri e Settimana Santa), nelle vigilie di Natale e Pentecoste e nella commemorazione di tutti i fedeli defunti. Moltissime Messe votive oggid\u00ec celebrate in occasione di pellegrinaggi <em>vel similia<\/em> rispondono teoricamente alle rubriche della Messa <em>pro re gravi<\/em>; tuttavia, questa Messa non si pu\u00f2 celebrare a discrezione del singolo sacerdote, ma presuppone dei requisiti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">1. <i>Res gravis<\/i>: i decreti della Sacra Congregazione dei Riti affermano esservi questo requisito\u00a0\u00abquando implorandum sit divinum auxilium in urgenti aliqua necessitate, aut gratiae agendae pro insignibus beneficiis obtentis\u00bb. Il motivo grave condiziona anche la scelta della Messa votiva: se questa vien cantata per implorare l\u2019aiuto divino, potrebbe essere logico cantare una delle numerose messe votive\u00a0<i>pro quacumque necessitate\u00a0<\/i>contenute alla fine del messale. Se invece \u00e8 di ringraziamento, alla Messa votiva (della Trinit\u00e0, dello Spirito Santo, della Beata Vergine Maria o di un qualsiasi santo iscritto nel martirologio) dovrebbe aggiungersi l\u2019orazione\u00a0<i>pro gratiarum actione<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: large;\">2. <i>Causa publica<\/i>: per definire questa condizione sfruttiamo l\u2019interpretazione che ne d\u00e0 il liturgista barnabita Bartolomeo Gavanto, ovvero che la causa sia pubblica<i>\u00a0\u00ab<\/i>an pertineat, vel per se, vel per accidens, notabiliter ad communitatem, vel saltem ejus partem\u00bb<i>.<\/i>\u00a0Un pellegrinaggio che coinvolga una notevole quantit\u00e0 di fedeli dunque soddisferebbe a questo requisito.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: large;\">3. <i>Mandatus vel consensus Ordinarii loci<\/i>: non \u00e8 possibile cantare una Messa votiva <em>pro re gravi<\/em> senza il permesso, almeno implicito, dell\u2019Ordinario locale; sarebbe un abuso farlo in assenza di questo. Il parroco pu\u00f2 permettere la Messa votiva per causa grave nella sua parrocchia senza ricorrere al vescovo solo se detta causa sia imminente e non vi sia tempo di contattare l\u2019Ordinario.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Occorre infine rilevare alcuni importati aspetti concernenti l\u2019ordinamento della Messa votiva: la Messa privata, cos\u00ec come quella cantata<i>\u00a0pro re non gravi<\/i>, vengono celebrate senza il Gloria e il Credo, con il tono feriale e il\u00a0<i>Benedicamus Domino<\/i>\u00a0in fine: uniche eccezioni sono la messa votiva degli Angeli e la messa di santa Maria in sabato, che hanno il Gloria; tuttavia si \u00e8 visto che quest&#8217;ultima non \u00e8 esattamente una Messa votiva. La Messa votiva\u00a0<i>pro re gravi<\/i>\u00a0invece ha il Gloria (se previsto dall\u2019ordinamento della Messa: se si tratta, ad esempio, di una Messa\u00a0<i>contra paganos<\/i>, in paramenti viola, non avr\u00e0 l\u2019Inno angelico) e il Credo, e s\u2019impiegher\u00e0 il tono festivo. Tuttavia, il Codice delle Rubriche del 1960 ha apportato una modifica a questo punto, limitando il Credo alle sole messe votive di I classe (cio\u00e8 quelle in occasione della Dedicazione di una Chiesa, di un Congresso Eucaristico, oppure di tridui, ottavari, centenari e altre consimili celebrazioni straordinarie indette dall\u2019Ordinario); per chi segue dunque il messale del 1962, tanto la Messa votiva\u00a0<i>pro re gravi<\/i>, quanto la Messa votiva \u00abdel Santuario\u00bb, essendo ambedue di II classe, vanno cantate senza il Credo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nelle precedenti righe si \u00e8 trattato essenzialmente dei casi principali in cui pu\u00f2 imbattersi l&#8217;organizzatore di pellegrinaggi: la casistica delle Messe votive \u00e8 molto variegata e complessa e non \u00e8 certo esaurita da tale trattazione, che non menziona ad esempio le Messe degli sposi, le Messe votive permesse il primo gioved\u00ec (in onore di Cristo Sommo Sacerdote) e il primo venerd\u00ec (in onore del Sacro Cuore) del mese ove si tengano particolari esercizi di piet\u00e0, le solennit\u00e0 esterne, gli anniversari, ecc. ecc. Tuttavia, i lineamenti generali e i principi fondamentali sono stati espressi con chiarezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Confidando nell\u2019ampio accoglimento tanto delle norme cogenti quanto dei principi di buonsenso test\u00e9 espressi, ci permettiamo in ultima istanza di segnalare come il culto liturgico sia scandito temporalmente da un calendario, ovvero da un Proprio del Tempo e da un Proprio dei Santi, il cui armonico disporsi lungo l\u2019anno costituisce un ripercorrersi della storia della salvezza cui l\u2019atto liturgico \u00e8 imprescindibilmente legato. Perci\u00f2, a nostro modesto avviso, fatta salva la sussistenza di peculiari necessit\u00e0, non dovrebbe indiscriminatamente preferirsi la celebrazione delle Messe votive a quella delle Messe del giorno, sibbene effettuarsi una ponderata valutazione, che tenga conto anche del calendario particolare della diocesi e della chiesa in cui si celebra la Messa (5), affine di celebrare la Messa che risponda maggiormente allo spirito della sacra liturgia.<\/span><\/p>\n<p>_______________<\/p>\n<p>(1)\u00a0Questo d\u00e0 origine a una commistione tra il culto privato e il culto pubblico, non rispettando la superiorit\u00e0 che quest\u2019ultimo deve avere sul primo; tale confusione di piani pu\u00f2 portare a scivolare nell\u2019eresia pietistica, che porta a considerare la devozione privata come superiore al culto pubblico e ufficiale della Chiesa.<\/p>\n<p>(2) \u00abNe&#8217; sabati non impediti da una festa doppia o semidoppia, da un&#8217;ottava, una vigilia, una feria di Quaresima o delle Quattro Tempora, o dall&#8217;ufficio di una Domenica sopravanzata traslato nel sabato antecedente, si dice la Messa di santa Maria secondo la diversit\u00e0 dei tempi, come indicato alla fine del messale\u00bb.<\/p>\n<p>(3) Sono invece proibite, senza esplicito indulto, le messe votive dei beati.<\/p>\n<p>(4) \u00abLe messe votive cantate, anche per causa non grave, sono permesse ogniqualvolta non occorra un officio doppio, o una qualche Domenica, pur anche anticipata o, per quanto concerne l&#8217;Ufficio, riposta; &#8230; Sono invece proibite: 1) il mercoled\u00ec delle Ceneri e nelle ferie della Settimana Santa; 2) nelle vigilie di Natale, Epifania e Pentecoste; 3) fra l&#8217;ottave del Natale, dell&#8217;Epifania, della Pasqua, dell&#8217;Ascensione, di Pentecoste e del Corpus Domini, e fra l&#8217;altre ottave privilegiate del luogo; 4) nei giorni d&#8217;ottava semplice, ancorch\u00e9 siano soltanto commemorati; 5) nei giorni in cui si riassume per la prima volta la Messa di una Domenica impedita; 6) nelle chiese ove si tiene una sola Messa, nei giorni delle Rogazioni, qualora si faccia la processione, e dove viga obbligo di messa conventuale, che non pu\u00f2 esser soddisfatto da altri sacerdoti\u00bb.\u00a0Trattasi di un sunto delle istruzioni contenute in\u00a0<i>Additiones et Variationes in rubricis Missalis Romani<\/i>, II, riportato in\u00a0<i>Kalendarium liturgicum in Archidioecesi Cracoviensi A.D. 1923 servandum<\/i>.<\/p>\n<p>(5)\u00a0\u00abIn alienis ecclesiis vel oratoriis Missa regulariter debet omnino convenire cum Officio loci, non autem celebrantis\u00bb: di ci\u00f2 si deve tener conto anche nel considerare se sia possibile dire una Messa votiva: oggi 17 luglio \u00e8 sicuramente possibile dire una Messa votiva ove si celebra sant&#8217;Alessio, che \u00e8 di rito semidoppio, ma non gi\u00e0 a Venezia, ove celebrasi la Traslazione di\u00a0santa Marina con rito doppio maggiore.<\/p>\n<p>Cfr.\u00a0<a href=\"http:\/\/traditiomarciana.blogspot.com\/2019\/07\/messe-votive-in-occasione-dei.html\" target=\"_blank\">traditiomarciana.blogspot.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Specialmente negli ultimi anni, fioccano numerose le lodevoli iniziative di pellegrinaggi \u00abdella tradizione\u00bb nei santuari e nei luoghi di culto pi\u00f9 cari alla cristianit\u00e0, culminanti con la celebrazione del divin sagrifizio nella forma tradizionale della liturgia romana. 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