{"id":6581,"date":"2019-10-10T19:21:02","date_gmt":"2019-10-10T18:21:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/?p=6581"},"modified":"2019-11-01T08:43:23","modified_gmt":"2019-11-01T07:43:23","slug":"la-festa-della-parola-di-dio-sovvertimento-della-concezione-liturgica-di-festa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2019\/10\/10\/la-festa-della-parola-di-dio-sovvertimento-della-concezione-liturgica-di-festa\/","title":{"rendered":"La \u00abfesta della Parola di Dio\u00bb: sovvertimento della concezione liturgica di \u201cfesta\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: large;\">Notizia recentissima \u00e8 che il Papa di Roma ha, con <em>motu proprio<\/em> datato 30 settembre 2019, festa di san Girolamo (autore della pi\u00f9 nota versione della Sacra Scrittura in latino), istituito la \u00abfesta della Parola di Dio\u00bb, fissata alla III domenica del \u00abtempo ordinario\u00bb (vale a dire, la III domenica dopo l&#8217;Epifania). Ora, dal lungo documento, che cita ampiamente la costituzione <em>Dei Verbum<\/em> del Vaticano II, non si evince con chiarezza se tale \u00abfesta\u00bb sia da intendersi come una \u201cgiornata\u201d (ovvero un giorno particolarmente dedicato a un concetto, in cui si spiega questo nella predica e si compiono delle attivit\u00e0 correlate, es. l\u2019ordinazione dei lettori; ne esistono gi\u00e0 tante, dalla giornata dell\u2019evangelizzazione a quella del migrante, alcune delle quali istituite gi\u00e0 da Pio XI e Pio XII), oppure di una vera e propria \u201cfesta liturgica\u201d, con testi propri. Soprattutto in questo secondo caso, \u00e8 certo per\u00f2 che la cosa presenta numerosi punti problematici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La prima problematica \u00e8 data dalle intenzioni ecumeniche esplicitamente citate nel <em>motu proprio<\/em>, in quanto tale \u00abfesta\u00bb aiuterebbe a \u00abrafforzare i legami con gli ebrei\u00bb e \u00abper l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani\u00bb (implicitamente, il riferimento \u00e8 chiaramente al protestantesimo) (1). Il presupposto \u00e8 erroneo sotto pi\u00f9 punti di vista, in modo particolarmente evidente quando parla dei giudei, perch\u00e9 presuppone che la loro religione abbia il medesimo testo sacro. In realt\u00e0, tra la Bibbia Cristiana e quella giudaica intercorrono notevoli differenze, non solo (macroscopicamente) a livello esegetico (e va ricordato che il <em>Talmud<\/em>, la raccolta degli autorevoli commenti interpretativi dei rabbini al testo sacro, \u00e8 dai Giudei considerata come componente integrante e insolubile del testo stesso), ma anche a livello testuale: il testo giudaico della Bibbia, come si presenta attualmente, \u00e8 frutto di una violenta revisione effettuata attorno al IX secolo e volta a eliminare gran parte dei riferimenti cristologici dell&#8217;Antico Testamento; un errore concettuale molto grave da parte dei compilatori delle nuove edizioni della Bibbia in lingue moderne \u00e8 rifarsi spesso e volentieri a quei testi, anzich\u00e9 alla versione greca dei Settanta che rappresenta fedelmente il testo usato dai primi Cristiani. Questo, ovviamente, senza considerare il fatto che l\u2019Antico Testamento per il giudeo \u00e8 un testo univoco, mentre per il Cristiano ha senso solo se letto alla luce del Nuovo Testamento, e particolarmente dei quattro Vangeli, massima espressione della \u00abParola di Dio\u00bb. Dunque un\u2019attenta lettura dell\u2019autentica Parola di Dio porta alla luce differenze pi\u00f9 che vicinanze con il giudaismo e le altre religioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Per quanto riguarda i rapporti con gli altri cristiani, la frase del motu proprio \u00abcelebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perch\u00e9 la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un&#8217;unit\u00e0 autentica e solida\u00bb parte da presupposti chiaramente ecumenisti, perch\u00e9 <em>tutti<\/em> (gli ortodossi al pari degli eretici) dovrebbero camminare verso un&#8217;unica direzione, guidati dalla Parola. Ma questo \u00e8 profondamente sbagliato, perch\u00e9 varrebbe a significare che nell&#8217;ortodossia non v&#8217;\u00e8 tutta la Verit\u00e0, ma parte di essa \u00e8 nell\u2019eresia. E ci\u00f2 \u00e8 logicamente impossibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Questa prima problematica \u00e8 stata notata da tutto l&#8217;ambiente \u00abtradizionalista\u00bb, in quanto rispondente ai consueti argomenti della sua polemica, magari aggiungendovi il fatto che \u00abl&#8217;aumento d&#8217;importanza della Parola potrebbe andare a discredito dell\u2019Eucaristia\u00bb. Ben pochi hanno per\u00f2 notato la seconda, che \u00e8 una problematica molto radicata nel costume cattolico, tant&#8217;\u00e8 vero che i tradizionalisti stessi la avallano e la difendono. Essa riguarda la concezione che la tradizione liturgica cristiana ha di \u201cfesta\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nel Cristianesimo, ogni giorno \u00e8 una \u201cfesta\u201d in un certo senso; da un punto di vista strettamente liturgico la \u201cfesta\u201d indica invece la celebrazione del transito (cio\u00e8 della nascita al cielo) di un santo, oppure di importanti misteri della vita del Signore, o della Sua Genitrice. In questi termini tradizionali, la domenica non \u00e8 una \u201cfesta\u201d propriamente detta, ma \u00e8 un \u201cgiorno\u201d, sicuramente il <em>caput<\/em> di tutta la settimana. Questo concetto, lampante nella disposizione liturgica tradizionale delle domeniche, \u00e8 ampiamente frainteso gi\u00e0 dagli anni &#8217;50, quando nei vari riordini del Messale Romano la domenica inizia ad essere etichettata come \u00abfesta del Signore\u00bb, con una serie di conseguenze pratiche nell&#8217;atto liturgico che, sotto il pretesto di \u00absalvaguardare le domeniche\u00bb, finivano per sminuirle e farne sparire del tutto un numero considerevole (2).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Un&#8217;ulteriore e pi\u00f9 grave anomalia tuttavia gi\u00e0 da alcuni secoli si verifica con l\u2019introduzione delle \u00abfeste di idea o di astrazione\u00bb (3), come le denomina, con non troppo velata intenzione critica, il grande liturgista mons. L\u00e9on Gromier. Se ne veda ora perch\u00e9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il Cristianesimo, come riconosciuto in modo sottile anche da uno storico non cristiano quale Marc Bloch, ha una dimensione prettamente storica (4). Bloch ne evidenzia soprattutto la storicit\u00e0 (ben distinta dallo storicismo idealista) a livello metafisico: Cristo, il Verbo di Dio incarnato, \u00e8 un personaggio storico; l&#8217;Incarnazione \u00e8 un fatto, avviene nella storia e sconvolge in modo irreversibile la storia. Di questo avevano gi\u00e0 scritto tutti i Padri, e qualsiasi studente liceale ne ha una conoscenza minima attraverso i principi del <em>De Civitate Dei <\/em>di sant&#8217;Agostino. Tuttavia, come ben sappiamo, l&#8217;aspetto metafisico \u00e8 immediatamente riflesso (anzi, non essendoci rapporto di subordinazione, potremmo dire che il medesimo contenuto si irradia parallelamente in due canali) nella liturgia. Il temporale, riprendendo ancora una volta le parole del Gromier, \u00e8 \u00abfondato sui fatti\u00bb, e cos\u00ec parimenti lo \u00e8 il santorale antico: il primo rammenta gli eventi della Storia della Salvezza, iniziando dalla Nativit\u00e0 del Signore e giungendo fino alla Pentecoste e all&#8217;istituzione della Chiesa; il secondo, da una parte completa il temporale con i misteri della vita della Deipara, e dall&#8217;altra commemora i Santi, personaggi storici che hanno con la propria vita esemplare testimoniato la possibilit\u00e0 di <em>theosis <\/em>offerta dalla Divina Redenzione, e li commemora nel giorno del proprio <em>dies natalis<\/em> al cielo (o al massimo della traslazione o dell&#8217;invenzione delle proprie reliquie), cio\u00e8 il giorno di un fatto storico. A sostegno di ci\u00f2, troviamo, tanto nel Calendario Romano quanto nei Calendari di altri riti anche fatti storici di altro genere commemorati come feste liturgiche: la dedicazione di chiese, l&#8217;apparizione di san Michele sul Gargano, il martirio di san Giovanni a Porta Latina, la conversione di san Paolo, le apparizioni della Madre di Dio, la vittoria di Lepanto, le feste delle Cattedre; il miracolo di san Michele a Colosi, la caduta di Costantinopoli, il miracolo di san Teodoro, la traslazione o i miracoli compiuti da icone; il miracolo di san Simeone il Conciatore, e molti altri (5).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il Santorale inizia tuttavia pian piano a essere ingombrato da queste \u00abfeste di idea\u00bb, che alterano la struttura tradizionale del Calendario. Alcune sono accettabili: feste che possono trovare una loro lettura storica, e che vengono presentate come idee solo per comodit\u00e0: essempligrazia, la Divina Maternit\u00e0 di Maria ricorda l&#8217;evento del Concilio di Efeso; la festa della Santissima Trinit\u00e0 \u00e8 il completamento dell&#8217;Ottava della festa storica della Pentecoste (si confronti anche il modo con cui queste due feste sono celebrate presso i Greci, e come per mezzo dello Spirito Santo si verifichi <em>operativamente <\/em>l&#8217;azione <em>diretta <\/em>della Trinit\u00e0 nel mondo secondo la patristica antica) &#8230; La maggior parte tuttavia no: gi\u00e0 nel basso medioevo nascono, e proliferano nei secoli successivi; corrispondono a titoli o pratiche devozionali (Sacra Famiglia, i \u00abtitoli\u00bb della Madonna, Cristo Re, i Nomi del Signore e di sua Madre &#8230;), anche a sacramenti, che per\u00f2 presi nella loro astratta oggettivit\u00e0 perdono del lor proprio significato (il Corpus Domini, il Preziosissimo Sangue &#8230;), o a concetti che sovente nell&#8217;interpretazione popolare rischiano di sfiorare l&#8217;eresia (i Cuori di Cristo e di Maria). Paradossalmente, queste feste hanno ricevuto nella storia degli ultimi secoli attenzione maggiore (in modo un po&#8217; populista, poich\u00e9 care al devozionismo popolare): risulta estremamente ridicolo vedere elevate a doppie di I classe o addirittura insignite d\u2019Ottava e celebrate con pompa magna feste come il Preziosissimo Sangue o il Sacro Cuore, e viceversa snobbati e dimenticati in una II classe (6) e quasi mai solennemente celebrati eventi fondamentali come la Trasfigurazione o la Nativit\u00e0 della Madonna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Purtroppo, molto spesso, il movimento tradizionalista non si rende conto della sovversione profonda che questo tipo di feste ha apportato al sistema del Calendario, e anzi spinge, sull&#8217;onda devozionista, per l&#8217;introduzione di nuove feste, di nuovi titoli della Madonna, alcuni dei quali di dubbia ortodossia (come il recentemente istituto, come festa liturgica nel rito riformato, \u00abMadre della Chiesa\u00bb, oppure \u00abCorredentrice\u00bb, o \u00abMediatrice di tutte le grazie\u00bb). Non sono mancati nemmeno gli <em>sponsores <\/em>dell&#8217;introduzione di una \u00abfesta di Dio Padre\u00bb, sulla scorta di presunte rivelazioni di una dubbia mistica del secolo scorso, i quali propugnavano l&#8217;importanza di questa festa sostenendo il Padre essere l\u2019unica persona della Santissima Trinit\u00e0 priva di festa liturgica (tra l&#8217;altro, credendo la Pentecoste una \u00abfesta dello Spirito\u00bb, e non un evento quale \u00e8! Verrebbe da chiedersi, poi, quale tra la miriade di eventi che Lo riguardano sia la \u00abfesta del Figlio\u00bb) &#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La verit\u00e0 \u00e8 che non esistono feste in onore delle persone della Santissima Trinit\u00e0 in quanto tali poich\u00e9 <em>tutta<\/em> la liturgia \u00e8 una lode incessante al Dio Trino e Uno, e ogni atto liturgico si compie \u00abin nomine Sanctae, Consubstantialis et Indivisae Trinitatis, Patris et Filii et Spiritus Sancti\u00bb. Cos\u00ec come allo stesso modo la Parola di Dio \u00e8 onorata quotidianamente in tutta la Liturgia: \u00e8 cantata nell&#8217;Ufficio (salmi e cantici) e nella Messa, e la sua parte pi\u00f9 importante, ovvero il Vangelo, \u00e8 riverita con lumi e incenso, e in molti riti orientali pure \u00abintronizzata\u00bb sull&#8217;altare (anche nel rito romano classico, in realt\u00e0, dacch\u00e9 il diacono depone il libro al centro della sacra mensa prima di pregare \u00abMunda cor meum &#8230;\u00bb).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Purtroppo, se anche questi concetti paiono obliati dalle menti dei cattolici, financo i pi\u00f9 \u00abesperti\u00bb di liturgia, tristi appaiono le sorti della Chiesa Romana &#8230;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>___________<\/p>\n<p>(1) Nella vulgata comune, il protestantesimo \u00e8 rappresentato come la forma di cristianesimo che ha mantenuto maggior rispetto per il testo sacro, dandogli maggior importanza nei suoi sacri servizi, nella formazione religiosa, ecc. In realt\u00e0 questa visione \u00e8 prettamente parziale e ideologica, in quanto il protestantesimo presenta una forte alterazione del testo sacro, che arriva addirittura a sminuirlo. Tale alterazione \u00e8 insita nella distorsione del rapporto tra <em>pleroma<\/em> (la pienezza [della Chiesa]) e <em>atomon<\/em> (l&#8217;individuo) alla base dell&#8217;eresia protestante: gi\u00e0 nel luteranesimo, e maggiormente nella seconda riforma, ogni singolo <em>atomon<\/em> diventa <em>pleroma<\/em> a s\u00e9 stante, non necessariamente unito e concorde con i suoi correligionari: ogni individuo \u00e8 chiesa a s\u00e9, questa \u00e8 la conseguenza pi\u00f9 pesante del forte e inquieto personalismo individualista della dottrina luterana, di cui i cinque <em>sola<\/em> sono solo un&#8217;espressione esemplificativa. Nella Sacra Scrittura, questo si verifica nella misura in cui oltre alla libera e doverosa lettura del testo (cosa comune alla Chiesa antica, mai venuta meno nell&#8217;Ortodossia, ed eclissatasi nella pratica cattolica controriformista solo in opposizione al protestantesimo), si accompagna la <em>libera interpretazione<\/em> individuale dello stesso, al massimo <em>guidata<\/em> da un pastore che in questo modo assume un grande potere (clericalista) d&#8217;influenza sul popolo: non c&#8217;\u00e8 nessun legame nell&#8217;interpretazione individuale con la Tradizione e i Padri della Chiesa, che nella visione ortodossa costituiscono il necessario complemento al testo sacro, di cui ricavano ed esplicitano il contenuto dommatico. Lutero stesso, con un atto di vero spregio al testo sacro, fu il primo ad applicare questa libert\u00e0 interpretativa nel rigettare <em>in primis<\/em> l&#8217;Epistola di Giacomo, da lui considerata \u2013 senza alcun fondamento nemmeno filologico, per altro \u2013 una \u00ablettera di paglia\u00bb perch\u00e9 palesemente negante la dottrina della <em>sola fides<\/em>, nonch\u00e9 altri testi canonici dell&#8217;Antico Testamento. E&#8217; rispettoso forse del testo sacro stralciarne arbitrariamente le parti non conformi alla nostra visione personale, cio\u00e8 alla nostra \u201cchiesa\u201d individuale? No, \u00e8 irrispettoso e chiaramente eterodosso!<br \/>\nL&#8217;importanza nei sacri servizi \u00e8 data molto semplicemente dal fatto che, eliminata o estremamente ridotta la parte sacrificale della liturgia, \u00e8 rimasta in posizione preminente (ma quantitativamente non superiore rispetto a quanto praticata nel Cristianesimo tradizionale) la \u201cparte istruttiva\u201d, ovvero la lettura biblica.<\/p>\n<p>(2) Prima del 1955, la domenica impedita da una festa era commemorata sia alla Messa che all&#8217;Ufficio, e il suo Vangelo era letto come IX lezione del Mattutino e come Ultimo Vangelo della Messa. Con la riforma di Pio XII, non solo spariscono Ultimo Vangelo e IX lezione proprie, ma pure la commemorazione in caso di coincidenza con una festa del Signore (giusto per citare un caso lampante, Cristo Re; ma anche Corpus Domini e Sacro Cuore quando celebrati \u201cesternamente\u201d nella domenica pi\u00f9 vicina &#8230;).<\/p>\n<p>(3) L. GROMIER, <em>La simplification des rubriques du missel et du br\u00e9viaire<\/em>, in \u00abRevue de Droit Canonique\u00bb, V (1955), p. 176.<\/p>\n<p>(4) Cfr. M. BLOCH, <em>Apologie pour l&#8217;histoire ou M\u00e9tier d&#8217;historien<\/em>, Paris, Colin, 1993, pp. 26-27.<\/p>\n<p>(5) Ironia della sorte, nelle riforme degli anni &#8217;60 dal Calendario Romano sono state espunte due delle feste citate (Apparizione di san Michele e Martirio di san Giovanni); gi\u00e0 dal Settecento, sulla scorta della devozione diffusa, la festa della \u00abMadonna della Vittoria\u00bb, istituita da Pio V per commemorare la vittoria a Lepanto, fu mutata in \u00abMadonna del Rosario\u00bb, con un conseguente mutamento in senso astratto dei suoi testi liturgici.<br \/>\nLe feste delle Cattedre (nel Calendario Romano, 18 gennaio quella Romana e 22 febbraio quella Antiochena; altri calendari locali avevano le proprie, per esempio quella Veneziana il 5 settembre) potrebbero parere \u00abfeste di idea\u00bb, ma in realt\u00e0 commemorano eventi storici, cio\u00e8 l&#8217;istituzione di sedi episcopali di notevole importanza.<\/p>\n<p>(6) Le feste pi\u00f9 antiche risentono della graduazione antica, che riservava il rito doppio, e ancor pi\u00f9 la I e la II classe, solo alle feste maggiori; quando poi pian piano, in modo anomalo, il doppio inizia a diventare il grado comune delle feste dei santi, vengono elevate sistematicamente tutte le feste care al popolo, ma vengono scordate feste che rimanevano doppie di II classe (o anche solo doppie maggiori, come l&#8217;Esaltazione della S. Croce) per antica tradizione, creando cos\u00ec dei visibili scompensi.<\/p>\n<p>Cfr. <a href=\"http:\/\/traditiomarciana.blogspot.com\/2019\/10\/la-festa-della-parola-di-dio.html\" target=\"_blank\">traditio marciana<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notizia recentissima \u00e8 che il Papa di Roma ha, con motu proprio datato 30 settembre 2019, festa di san Girolamo (autore della pi\u00f9 nota versione della Sacra Scrittura in latino), istituito la \u00abfesta della Parola di Dio\u00bb, fissata alla III &hellip; <a href=\"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/2019\/10\/10\/la-festa-della-parola-di-dio-sovvertimento-della-concezione-liturgica-di-festa\/\">Continua a leggere <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6581","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6581"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6609,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6581\/revisions\/6609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unavoceitalia.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}