Domenica dopo l’Ascensione. Stazione a Santa Maria “ad Martyres”

La celebrazione dell’Ottava dell’Ascensione data soltanto dal secolo XV, onde nei documenti romani anteriori questa domenica viene chiamata semplicemente dominica de rosa. La stazione è assegnata al tempio di Sancta Maria rotunda, l’antico santuario dei Martiri, una volta il Pantheon d’Agrippa. Il Papa stesso vi celebrava la messa e vi recitava l’omilia, annunziando al popolo la prossima venuta dello Spirito Santo. Anzi, a dare una forma più sensibile al tema da lui svolto, dall’alto dell’occhio centrale dell’edificio, mentre il pontefice predicava, si faceva cadere sui fedeli una pioggia di rose, in figura eiusdem Spiritus Sancti. Anche adesso la messa in cui si fa soltanto una commemorazione dell’Ascensione è tutta in preparazione della prossima festa della Pentecoste, l’epistola di san Pietro descrive i diversi carismi dello Spirito Santo, e la lezione evangelica contiene la formale promessa che ne fece Gesù nell’ultima cena.

(SCHUSTER, Liber Sacramentorum, IV, pp. 142-143)

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Messa tridentina alla Cattedrale di Bologna, seguibile anche in streaming

Il sito web dell’archidiocesi di Bologna, alla pagina: Calendario della Chiesa di Bologna Eventi del giorno 19 maggio 2012 informa che appunto sabato 19 maggio alle ore 12:00 alla Cattedrale di S. Pietro vi sarà la santa Messa nella forma straordinaria del rito romano.

Essa fa parte delle celebrazioni che hanno luogo durante la permanenza della Venerata Immagine della Madonna di San Luca in Cattedrale nell’occasione della sua festa di Patrona principale della Città e della Archidiocesi.

Dato di particolare interesse – che si apprende del pari dal sito menzionato – è che tutte le celebrazioni in onore della Madonna sono visibili in streaming attraverso il servizio “La Madonna di San Luca in Cattedrale in diretta 24 ore su 24″, offerto via internet dalla redazione dell’emittante 12Porte. Quindi domani collegandosi al sito www.12porte.tv/diretta sarà possibile seguire via web la celebrazione della messa tridentina. Un’occasione che non capita spesso, e potrà giovare a chi in tutto il mondo non potrà recarsi personalmente a messa alla cattedrale di Bologna.

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Giovedì Ascensione del Signore

17 Maj. xvj Kal. Jun.

Alb. Feria 5. ASCENSIO D. N. J. C., dupl. 1. cl. cum Oct. privil. III ord.

Concéde quaésumus, omnípotens Deus : ut, qui hodiérna die Unigénitum tuum, Redemptórem nostrum, ad cælos ascendísse crédimus; ipsi quoque mente in cæléstibus habitémus. Per eúndem Dóminum.

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Solennità dell’Ascensione. Stazione a San Pietro

La solennità liturgica dell’Ascensione, meno antica della Pentecoste, è tuttavia tra le più antiche del ciclo, e sebbene essa non incontri delle testimonianze documentarie prima d’Eusebio I, pure allora la festa era già così universale, che sant’Agostino poté attribuirne la prima istituzione agli Apostoli stessi. In antico la caratteristica della solennità odierna era una solenne processione che si faceva in sul mezzodì in memoria degli Apostoli, quando accompagnarono Gesù fuori della città, sul monte Oliveto. A Roma era il Papa che dopo gli uffici notturni e la messa celebrata sull’altare di san Pietro era incoronato dai cardinali, e verso l’ora di sesta veniva accompagnato dai vescovi e dal clero al Laterano.

(SCHUSTER, Liber Sacramentorum, IV, p. 138)

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Mercoledì prima dell’Ascensione. Stazione a San Pietro

Rogazioni litaniche

Questa stazione alla basilica Vaticana al termine del triduo delle Rogazioni, oltre che dalla venerazione verso la Confessione apostolica, venne probabilmente istituita per riavvicinare quanto più era possibile le Litanie minori a quelle maggiori del 25 aprile che terminavano appunto alla basilica di San Pietro. I motivi di questo ingegnoso e tardo riavvicinamento sono certo importanti, ma non si tenne forse conto della leggera anomalia liturgica che ne segue, quella cioè di due giorni consecutivi di stazione a San Pietro, oggi e domani.

Le litanie dei Santi, che si cantano in questo triduo, sono uno dei più preziosi gioielli dell’antica eucologia. Nella forma attuale che risale almeno al secolo X, la lunga serie degli Apostoli, dei Martiri, dei Sacerdoti, dei Confessori e delle Vergini, fa ricordare le teorie dei Santi, quali gli antichi si compiacevano di rappresentarle a mosaico lungo le navi delle basiliche. Sono là i fasti gloriosi della Chiesa, i motivi che c’inducono a sperare. Se ora la Gerusalemme celeste si allieta di tanti e sì nobili cittadini, essi però furono allevati in seno alla Chiesa militante, ed ogni corona, ogni trono occupato in cielo è costato alla Chiesa aspre lotte, acuti dolori e sangue. Ecco il pingue sacrificio di olocausto che la famiglia cristiana rende al Cristo per ricambiarlo di quello del Calvario.

(SCHUSTER, Liber Sacramentorum, IV, p. 136)

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Martedì dopo la V Domenica dopo Pasqua. Stazione a San Giovanni in Laterano

Rogazioni litaniche

Questa stazione intermedia in Laterano anche per questo ci rivela la sua tarda introduzione nella liturgia romana. La basilica Lateranense non si denomina più dal Salvatore, ma s’intitola da san Giovanni Battista, cui perciò viene concesso il posto immediatamente dopo la Santa Vergine e prima dell’apostolo Pietro.

Il Battista è il tipo della penitenza che ci dispone ad impetrare la grazia. La solennità stazionale di quest’oggi assai opportunamente ce ne rievoca il ricordo, giacché, senza il lavacro della penitenza, che purifica l’anima, il Paraclito non potrà mai santificarla colla sua presenza, essendo scritto: Non permanebit Spiritus meus in homine in aeternum, quia caro est.

La penitenza, il rigore delle astinenze, l’ispido cilizio, la solitudine selvaggia del deserto, ecco quindi lo sfondo sul quale si disegna oggi gigantesca la figura del più grande fra i figli di Adamo; ecco i mezzi che egli adoperò a custodire intatta l’anima sua da ogni neo di colpa. Che lezione per noi, che trattiamo con tanta condiscendenza una carne peccatrice e ribelle, noi che tanto meno innocuamente possiamo farlo quanto più distiamo dal Battista, il quale era stato santificato nel seno stesso di sua madre.

La processione e la messa oggi e domani sono come il 25 aprile.

(SCHUSTER, Liber Sacramentorum, IV, pp. 135-136)

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Lunedì dopo la V Domenica dopo Pasqua. Stazione a Santa Maria Maggiore

Rogazioni litaniche

Le litanie triduane di penitenza innanzi la festa dell’ Ascensione furono dapprima istituite a Vienna da san Mamerto verso il 470, ed importavano anche la cessazione dai lavori servili e il digiuno. L’uso si estese con rapidità e divenne assai popolare. Siccome tuttavia un periodo di lutto e di penitenza nel bel mezzo del tempo pasquale a Roma sembrava un controsenso affatto inopportuno, così la liturgia romana non l’adottò che assai tardi, nel periodo cioè franco, sotto Leone III, e questo solo in via eccezionale e non come un’istituzione stabile da rinnovarsi annualmente. In seguito, la consuetudine delle Chiese gallicane finì per accordarsi definitivamente con Roma, in grazia però di un compromesso; il digiuno venne abolito, e fu solo conservata la processione triduana di san Mamerto colla messa, che però è quella stessa che si celebrava nell’Urbe nelle Litanie maggiori. È da notarsi del resto, che queste Rogazioni franche solo assai tardi entrarono a far parte del rituale ufficiale di Roma, giacché gli Ordini Romani le ignorano completamente.

La chiesa stazionale di Santa Maria Maggiore rievoca il ricordo dell’antica litania septiformis o processione di penitenza istituita da san Gregorio Magno, ad ottenere la cessazione della peste.

(SCHUSTER, Liber Sacramentorum, IV, p. 134)

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Apparizione di san Michele Arcangelo sul Gargano

8 Maggio Ottavo delle Idi.

Apparizione di san Michele Arcangelo, doppio maggiore

Concússum est mare, et contrémuit terra, ubi Archángelus Míchaël descéndebat de cælo, allelúja.

Il beato Michele Arcangelo è apparso più volte agli uomini, e lo comprova sia l’autorità dei sacri libri sia l’antica tradizione dei Santi. Pertanto in molti luoghi si celebra la memoria di tali fatti. Lui, come un tempo la sinagoga dei Giudei, così ora la Chiesa di Dio venera come custode e patrono. Essendo pontefice massimo Gelasio primo, in Puglia sulla vetta del monte Gargano, alle cui radici abitano i Sipontini, vi fu una illustre apparizione dell’Arcangelo Michele (Breviario Romano, 8 maggio ad Matutinum, lezione iv).

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Oggi è la festa di san Pio V

5 Maj. iij Non.

S. Pii V Pp. C.

DEVS 
QVI  AD  CONTERENDOS 
ECCLESIÆ  TVÆ  HOSTES 
ET  AD  DIVINVM  CVLTVM
REPARANDVM
BEATVM  PIVM
PONTIFICEM  MAXIMVM
ELIGERE  DIGNATVS  ES
FAC  NOS  IPSIVS
DEFENDI  PRÆSIDIIS 
ET  ITA  TVIS  INHÆRERE 
OBSEQVIS
VT  OMNIVM  HOSTIVM
SVPERATIS  INSIDIIS
PERPETVA  PACE
LÆTEMVR

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è mancato il padre del Presidente Nazionale di Una Voce Italia

R.I.P.

 

Nella notte di venerdì 27 aprile si è spento il padre del Presidente Nazionale di Una Voce Italia.
I funerali avranno luogo mercoledì 2 maggio alle ore 14.00 presso la Chiesa del Cristo – via Marsala- a Udine.

I consoci di Una Voce Italia porgono al nostro Presidente Nazionale le più profonde condoglianze unitamente ai sensi del cristiano suffragio.

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