Comunicato della FIUV, 17 maggio 2011

Dichiarazione della Federazione Internazionale Una Voce per la pubblicazione di Universae Ecclesiae

La pubblicazione del documento Universae Ecclesiae il 13 maggio 2011 ha provocato molti commenti ed è stato oggetto di dettagliata analisi negli organi di informazione.

La Federazione Internazionale Una Voce intende proporre una prospettiva diversa su questo documento che essa accoglie con entusiasmo.

Il movimento Una Voce ha avuto inizio alla fine del 1964, prima della chiusura del Concilio Vaticano II, allo scopo di  garantire il mantenimento della antica lingua latina per la celebrazione della santa Messa. Si erano formate associazioni nazionali, e la Federazione Internazionale Una Voce (FIUV) è venuta in essere, formalmente, nel 1967.

Nel 1970, a seguito all’introduzione del Novus Ordo Missae, l’oggetto di attenzione cambiò e i membri della Federazione Una Voce decisero di impegnarsi per la salvaguardia del rito romano tradizionale, come decretato dai Padri conciliari nella costituzione sulla liturgia Sacrosanctum Concilium (n. 4).

Nel 1970, il dottor Eric de Saventhem, primo presidente della FIUV, affermava che si era giunti alla soppressione della Messa tradizionale solamente de facto e non de jure. Sarebbe impensabile, sosteneva, che la più antica forma della Messa fosse proibita, come se fosse stata giudicata erronea o cattiva, dal punto di vista dottrinale come pastorale.

Nel 1984, l’indulto Quattuor abhinc annos di Papa Giovanni Paolo II costituì una parziale apertura alla celebrazione della Messa tradizionale, e fu un piccolo passo avanti.

Nel 1988, l’indulto Ecclesia Dei adflicta è stato più generoso, ma restava la difficoltà che era richiesto il permesso del vescovo, e nella maggior parte dei casi esso non era concesso.

La situazione rimaneva molto insoddisfacente, sia per i sacerdoti sia per i laici.

Nel 2005, quando fu eletto Papa Benedetto XVI, egli chiese che le persone pregassero per Lui perché non fuggisse davanti ai lupi. Nonostante i grandi ostacoli che si è trovato di fronte, il Santo Padre ha promulgato il motu proprio Summorum Pontificum nel luglio 2007. e ha dichiarato il diritto di tutti i sacerdoti di rito romano di celebrare la Messa tradizionale in latino, confermando in tal modo la posizione assunta dalla Federazione Una Voce fin dal 1970: la messa tradizionale poteva essere stata soppressa de facto ma non de jure.

A loro onta, nella Chiesa esistono alcuni che hanno rifiutato di accettare la volontà del Santo Padre e le legittime aspirazioni di molti fedeli, essendo decisi ad approfittare di ogni occasione per indebolire l’autorità del Motu Proprio.

È stato questo atteggiamento di negatività e ostruzionismo che ha reso necessario un successivo documento per chiarire alcune questioni.

Anche se, secondo alcuni commenti, Universae Ecclesiae lascia ancora talune questioni non chiarite, ciò che è perfettamente chiaro è che il Santo Padre ha pienamente ripristinato nella Chiesa universale il rito romano tradizionale come sancito nei libri liturgici del 1962, le rubriche in vigore nel 1962 devono essere rigorosamente osservate, il latino e l’usus antiquior deve essere insegnato nei seminari dove esso costituisca una necessità pastorale.

E questa necessità pastorale deve essere determinata da coloro che desiderano beneficiare di Summorum Pontificum e Universae Ecclesiae, e non essere decisa da chi, costituito in autorità, ha l’intimo desiderio di impedire la loro attuazione.

La Federazione Internazionale Una Voce, da più di quarant’anni, ha lavorato con pazienza senza sosta per il ritorno della liturgia tradizionale ed ora assiste al riconoscimento della sua fedeltà alla santa Madre Chiesa e alla Sede di Pietro.

La Federazione esprime il suo ringraziamento, preghiere e ammirazione al Santo Padre, Papa Benedetto XVI, e loda il suo coraggio nel non fuggire davanti ai lupi.

La Federazione estende la sua gratitudine alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, e a quei vescovi e sacerdoti che hanno lottato, spesso con grande difficoltà personale, allo scopo di preservare e favorire la liturgia tradizionale per la presente e le future generazioni.

Leo Darroch, Presidente

Foederatio Internationalis Una Voce.

17 Maggio 2011

Foederatio Internationalis Una Voce

www.fiuv.org

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