Vigilia del Natale del Signore. Stazione a Santa Maria Maggiore

S. Maria Maggiore

Veramente, questa messa della vigilia il 24 dicembre non dovrebbe aver luogo, giacché l’originaria messa vigiliare è quella che celebravasi questa notte dopo l’ufficio notturno nell’oratorio ad praesepe. Però, dopo i Concili d’Efeso e di Calcedonia, la solennità del Natale salì a tanta celebrità, che l’antico rito romano del Natale dové andarne modificato; così che esso importò un digiuno e un mese preparatorio a somiglianza della Pasqua. Inoltre la stessa solennità natalizia del 25 dicembre, invece di due messe, una della vigilia e l’altra della festa, con una terza messa intercalare in memoria di sant’Anastasia, finì per ammetterne quattro, e tutte in memoria del mistero; una cioè in sulla sera del 24 dicembre al primo inizio dell’ufficio notturno, una in sulla mezzanotte al primo canto del gallo, una al primo mattino, e l’ultima in sull’ora di terza. Sant’Anastasia ai tempi di san Gregorio passò in seconda linea, e al più ritenne l’onore d’una semplice commemorazione.

La messa quindi assegnata per oggi nel Messale, meglio che il sacrificio vigiliare che importava sempre la precedente pannuchis, rappresenterebbe la messa della preorte, come dicono i Greci, il sacrificio del giorno precedente alla festa, quando dopo nona si celebrava la messa di preparazione e s’iniziava subito la solennità notturnale. Tale precisamente era l’uso della Chiesa Milanese nel medio evo. La Stazione del 24 dicembre è a Santa Maria Maggiore, come quella della notte per la prima messa natalizia; abbiamo così due, anzi colla terza messa di domani, tre Stazioni consecutive alla medesima chiesa; il che, essendo contrario al genio dell’antica liturgia romana, tradisce subito un posteriore rimaneggiamento e c’indica che l’ordine seguito oggi dal Messale non è più il primitivo. Infatti, anche la messa d’oggi non è che uno sdoppiamento di quella della notte veniente ad Praesepe, ed è un esempio sporadico nella liturgia romana, quello d’una festa con due sacrifici vigiliari, uno prima ed uno dopo l’ufficio notturno.

(A. I. SCHUSTER, Liber Sacramentorum, II, p. 147)

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