Vivere la fede, vivere il futuro. Dichiarazione di Una Voce Internazionale a Roma

Il 4 luglio 2021 la Federazione Internazionale Una Voce ha pubblicato la seguente dichiarazione sul quotidiano «La Repubblica» ed. Romana.

 

VIVERE LA FEDE, VIVERE IL FUTURO

La forma straordinaria del rito romano.

Dichiarazione della Federazione Internazionale Una Voce

La Federazione Internazionale Una Voce (FIUV), fondata nel 1965, riunisce associazioni di fedeli laici che aderiscono alla forma straordinaria del rito romano (la Messa tradizionale in latino).

Nel 2007 il Motu proprio Summorum Pontificum ha riconosciuto la vitalità della liturgia tradizionale, la libertà dei sacerdoti di celebrarla e dei fedeli di richiederla. Questo ha portato ad un continuo aumento di celebrazioni della Messa latina antica e dei suoi frutti spirituali.

Nel corso del 2020 la FIUV ha condotto a livello mondiale una indagine rivolta ai fedeli in merito all’attuazione del Summorum Pontificum. Da questa indagine, che raccoglie i risultati di 364 diocesi in 52 paesi, abbiamo rilevato:

• La Messa latina antica è profondamente apprezzata da gruppi di fedeli di tutte le età, specialmente da famiglie con bambini, da giovani e convertiti, presenti in tutti gli ambienti sociali e culturali, in tutti i continenti e in un numero di paesi in continuo aumento.

• La maggiore disponibilità di questa Messa ha favorito in molte aree la normalizzazione delle relazioni tra i fedeli che vi aderiscono e i loro vescovi, relazioni sempre più caratterizzate da comprensione e rispetto reciproci.

Inoltre abbiamo notato che, contrariamente alla precedente politica della Santa Sede, all’interno della Chiesa ancora permangono persone, compresi alcuni vescovi, che vorrebbero vedere la forma straordinaria del rito romano esplicitamente soppressa, o almeno limitata con ulteriori restrizioni. Per questa ragione, la FIUV, in considerazione dei fedeli che aderiscono alla Messa in latino, sente il dovere di esprimere la propria opinione, incoraggiata dalle esortazioni di papa Francesco ai membri della Chiesa di usare parrhesia con l’umiltà necessaria.

La crescita d’interesse verso la liturgia tradizionale non è dovuta alla nostalgia di un tempo che non ricordiamo, o a un desiderio di rigidità: si tratta piuttosto di aprirsi al valore di qualcosa che per la maggior parte di noi è nuovo, e ci ispira la speranza. Papa Francesco ha caratterizzato la liturgia antica in termini di «senso dell’adorazione» (Conferenza stampa del 28 luglio 2013), possiamo applicare ad essa le sue parole: una «storia viva che ci accoglie e ci spinge in avanti» (Evangelii Gaudium 13).

Oggi desideriamo soltanto far parte di quella «grande orchestra» di «unità nella varietà» che, come ha detto papa Francesco (Udienza generale del 9 ottobre 2013), riflette la vera cattolicità della Chiesa. Il Motu proprio Summorum Pontificum continua a trasformare i conflitti del passato in armonia: noi vogliamo che possa continuare a farlo.

Felípe Alanís Suárez, presidente

FIUV-Website: http://www.fiuv.org/

Cfr. «La Repubblica» ed. Romana, 4 luglio 2021

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