5 aprile 2026 S. Pasqua


Scimus Christum surrexísse a mórtuis vere : tu nobis, victor Rex, miserére. Amen. Allelúja.

 

5 Aprile None

Domenica di Risurrezione

Doppio di prima classe con Ottava privilegiata di I Ordine. Paramenti bianchi. Messa «Resurréxi».
Stazione a S. Maria Maggiore.

 

DOMINICA   RESURRECTIONIS

 Duplex I classis cum Octava privilegiata I Ordinis

Statio ad S. Mariam majorem

Introitus                                                                       Ps. 138, 18 et 5-6

REsurréxi, et adhuc tecum sum, allelúja : posuísti super me manum tuam, allelúja : mirábilis facta est sciéntia tua, allelúja, allelúja. Ps. ibid., 1-2. Dómine, probásti me et cognovísti me : tu cognovísti sessiónem meam et resurrectiónem meam. V). Glória Patri. Resurréxi. Continua a leggere

Pubblicato il Calendario | Commenti disabilitati su 5 aprile 2026 S. Pasqua

Roma 19 marzo 2026. Una Voce Italia fa celebrare una Messa per il ritorno di san Giuseppe festa civile

Giovedì 19 marzo 2026, festa di san Giuseppe Sposo della B. Vergine Maria, l’associazione Una Voce Italia ha fatto dire una Messa alla Parrocchia della Ss.ma Trinità dei Pellegrini in Roma, secondo l’intenzione che san Giuseppe ritorni festa civile in Italia.

Pubblicato il Senza categoria | Taggato come , | Commenti disabilitati su Roma 19 marzo 2026. Una Voce Italia fa celebrare una Messa per il ritorno di san Giuseppe festa civile

Leone XIV ai vescovi di Francia: soluzioni concrete per una generosa inclusione delle persone sinceramente legate alla Liturgia antica

Nella lettera del 18 marzo 2026 indirizzata da papa Leone decimo quarto attraverso il segretario di Stato della S. Sede ai vescovi di Francia riuniti in Assemblea plenaria a Lourdes (24-27 marzo) si leggono queste significative parole:

«Voi avete infine, cari fratelli, l’intenzione di trattare il delicato tema della Liturgia, al quale il Santo Padre è particolarmente attento, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo. E’ preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardo la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità. Per guarire questa ferita è certo necessario uno sguardo nuovo da parte di ciascuno verso l’altro, una maggiore comprensione della sensibilità dell’altro. Uno sguardo che possa permettere a dei fratelli, ricchi della loro diversità, di accogliersi l’un l’altro nella carità e nell’unità della fede. Voglia lo Spirito Santo suggerirvi soluzioni concrete che permettano una generosa inclusione delle persone sinceramente legate al Vetus Ordo, nel rispetto degli orientamenti voluti dal Concilio Vaticano II in materia di Liturgia» (trad. nostra).

 

Cfr. eglise.catholique.fr

Pubblicato il Senza categoria | Taggato come | Commenti disabilitati su Leone XIV ai vescovi di Francia: soluzioni concrete per una generosa inclusione delle persone sinceramente legate alla Liturgia antica

25 marzo 2026 Annunciazione


Et ingréssus Angelus ad eam, dixit: Ave, grátia plena;
Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus.

 

25 Marzo ottavo delle Calende di Aprile

Mercoledì di Passione.

Annunciazione della Beata Vergine Maria

Doppio di prima classe. Paramenti bianchi. Messa «Vultum».

 

Die  25  Martii

IN  ANNUNTIATIONE

BEATÆ  MARIÆ  VIRGINIS

Duplex I classis

Hodie in Choro post Tertiam dicitur Missa conventualis de Festo, et extra Chorum post Nonam legitur Missa de Feria; de qua tamen prohibentur Missæ privatæ.

Introitus                                                                   Ps. 44, 13, 15 et 16

VUltum tuum deprecabúntur omnes dívites plebis : adducántur Regi Vírgines post eam : próximæ ejus adducántur tibi in lætítia et exsultatióne. Ps. ib., 2. Eructávit cor meum verbum bonum : dico ego ópera mea Regi. V). Glória Patri. Vultum. Continua a leggere

Pubblicato il Calendario | Commenti disabilitati su 25 marzo 2026 Annunciazione

19 marzo 2026 San Giuseppe


Joseph, fili David, noli timére accípere Maríam cónjugem tuam:
quod enim in ea natum est, de Spíritu Sancto est.

 

19 Marzo quattordicesimo delle Calende di Aprile

Giovedì dopo la Domenica Quarta di Quaresima.

San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria, Confessore

Doppio di prima classe. Paramenti bianchi. Messa «Justus».

 

Die  19  Martii

S.  JOSEPH  SPONSI  B. M. V.

CONFESSORIS

Duplex I classis

Hodie in Choro post Tertiam dicitur Missa conventualis de Festo, et extra Chorum post Nonam legitur Missa de Feria; de qua tamen prohibentur Missæ privatæ.

Introitus                                                                                        Eccli. 15, 5

JUstus ut palma florébit : sicut cedrus Líbani multiplicábitur : plantátus in domo Dómini : in átriis domus Dei nostri. Ps. ibid., 2. Bonum est confitéri Dómino : et psállere nómini tuo, Altíssime. V). Glória Patri. Justus. Continua a leggere

Pubblicato il Calendario | Commenti disabilitati su 19 marzo 2026 San Giuseppe

Al terzo anno il corso “Introibo ad altare Dei” sul latino della Messa

E’ iniziato il 3 marzo 2026 il terzo anno del corso “Introibo ad altare Dei Introduzione alla Messa in latino” tenuto dal prof. don Roberto Spataro sdb.

Il corso, organizzato da Una Voce Napoli insieme con la Fondazione Il Giglio, intende formare i cristiani alla conoscenza del significato dei testi latini della Messa Romana antica e del loro valore simbolico e teologico. Continua a leggere

Pubblicato il Senza categoria | Taggato come , , | Commenti disabilitati su Al terzo anno il corso “Introibo ad altare Dei” sul latino della Messa

12 marzo 2026 San Gregorio Magno

Deus, qui ánimæ fámuli tui Gregórii ætérnæ beatitúdinis praémia contulísti:
concéde propítius; ut, qui peccatórum nostrórum póndere prémimur,
ejus apud te précibus sublevémur.

 

12 Marzo quarto delle Idi

Giovedì dopo la Domenica Terza di Quaresima.

San Gregorio I Papa, Confessore e Dottore

Doppio. Paramenti bianchi. Messa «Sacerdótes Dei».

 

Die  12  Martii

SANCTI  GREGORII I

PAPÆ  CONF. ET  ECCL. DOCT.

Duplex

Introitus.                                                                                      Dan. 3, 84 et 87

SAcerdótes Dei, benedícite Dóminum : sancti et húmiles corde, laudáte Deum. Ibid., 57. Benedícite, ómnia ópera Dómini, Dómino : laudáte et superexaltáte eum in saécula. V). Glória Patri. Sacerdótes. Continua a leggere

Pubblicato il Calendario | Commenti disabilitati su 12 marzo 2026 San Gregorio Magno

Prosper Guéranger, L’Anno liturgico. 12 marzo San Gregorio Magno Papa e Dottore della Chiesa

 

Il nome.

Fra tutti i pastori che Gesù Cristo diede alla Chiesa universale, nessuno superò i meriti e la fama del santo Pontefice che oggi veneriamo. Il suo nome è Gregorio, che significa vigilanza; il suo qualificativo Magno, che già gli era dato prima che san Gregorio VII salisse sulla Sede di san Pietro. Questi due grandi Papi sono fratelli, ed ogni cuore cattolico li circonda del medesimo amore e d’una comune ammirazione.

Il moderatore della sacra Liturgia.

Colui del quale onoriamo la memoria è già conosciuto da quei fedeli che si studiano di seguire la Chiesa nella sua Liturgia. Ma le sue fatiche intorno al servizio divino, in tutto il corso dell’anno, non si limitarono ad arricchire gli Uffici d’alcuni cantici; l’intera Liturgia Romana lo riconosce per il suo principale organizzatore. Fu lui a raccogliere ed ordinare le preghiere ed i riti istituiti dai suoi predecessori, e quindi a dare loro la forma che hanno attualmente. Similmente il canto ecclesiastico ricevette da lui l’ultimo perfezionamento; la diligenza del santo Pontefice nel raccogliere le antiche melodie della Chiesa per disciplinarle, e disporle secondo l’occorrenza del servizio divino, legò per sempre il suo nome a quella grande opera musicale che tanto efficacemente contribuisce a preparare l’animo del cristiano alla venerazione dei Misteri ed al raccoglimento della pietà. Continua a leggere

Pubblicato il Senza categoria | Taggato come , | Commenti disabilitati su Prosper Guéranger, L’Anno liturgico. 12 marzo San Gregorio Magno Papa e Dottore della Chiesa

Card. Lambertini, Annotazioni sopra il santo sacrifizio della messa, XXXIV

Card. Prospero Lambertini / Annotazioni sopra il santo sacrifizio della messa 34

[Ampolle]

Card. Prospero LambertiniXXXIV. Finalmente le ampolle nell’Ordine romano si chiamano Amae; onde nel libro pontificale nella Vita di s. Silvestro si fa menzione delle ame d’argento, e lo stesso si fa nelle vite de’ ss. Marco, Innocenzo e Celestino ed in molte altre: e negli ordini romani si chiamano «Amulae», che è diminutivo dell’«Amae»: in tal maniera che non manca chi crede, che “Amae” fossero vasi più capaci per conservare il vino e l’acqua pel sagrifizio, ed in tutto simili ai nostri boccali, e che le amule fossero poi vasi più piccoli, pieni pure d’acqua e di vino per l’uso immediato della messa e che di qui sia derivato il costume, che nella messa solenne del sommo pontefice e de’ cardinali nella cappella pontificia, nella credenza che si prepara, sempre si pongono gran boccali d’argento o di argento dorato; e lasciando intanto da parte la disputa che si fa da tal uno, se vi sia differenza fra le parole «Ama», ed «Amula» scritte senza h, o scritte coll’h, leggendosi nella storia di Treveri nello Spicilegio di Luca Dacherio al tom. 12 pag. 221 che un certo Sicone «captato consilio opportuno, triginta amas praeparat, in quibus singulis singulos milites electos, loricatos, galeatos, ensibusque praecinctos collocat, deinde saxaginta viros nihilominus electos, plebeia veste amictos, ensibus eorum in hamis reconditis, gestantes constituit, nulloque hominum huius fraudis praeter praedictos viros conscios fecit»: non sembrando che le ame ivi scritte coll’h possano esprimere o boccale o ampolla, ma bensì una gran botte: ci contenteremo di dire che le nostre ampolle debbono esser di vetro, acciocché si distingua il vino dall’acqua. Nei secoli più remoti per uso del sagrifizio offerivano i fedeli il vino ne’ bicchieri, ossia ne’ fiaschi; ed il diacono infondeva nel calice quanto bastava pel sagrificante e per i comunicanti, servendosi d’un colatoio col manico lungo, acciò il vino fosse ben depurato e defecato. Desiderio vescovo d’Auxerre nel sesto secolo regalò alla sua chiesa «Colatorium pensans uncias duas». Alcuni di questi colatoi furono veduti dal cardinal Bona nel museo Barberino, come esso attesta nel lib. 1 Rer. Liturg. al cap. 25 num. 1. La buona memoria dell’erudito monsignor Bianchini nelle sue annotazioni sopra il Libro pontificale nella vita di s. Urbano al tom. 2 sez. 18 pag. 179 porta due figure di tali colatoi d’argento che si conservavano nel museo del fu Marcantonio Sabbatini nostro degno concittadino, che non molti anni fa passò da questa a miglior vita in Roma. Altrove, cioè quando esponevamo la storia ed il mistero del giovedì santo, e l’istituzione del santissimo sagramento dell’altare, parlammo dell’azzimo e del fermentato: epperò ancorché ora siamo per accennare qualche cosa in ordine all’ostia, punto non parleremo dell’azzimo e del fermentato. Ad altro luogo pure riserbiamo il parlare del vino e dell’acqua; avendo qui accennato il vino e l’acqua, non per trattarne, ma per farne menzione fra le altre cose che si richiedono pel sagrifizio della messa: e così ora unicamente si parlerà della figura dell’ostia.

 

Cfr. P. Lambertini, Annotazioni sopra il santo sacrifizio della messa secondo l’ordine del Calendario Romano, Torino, Speirani e Tortone, 1856, pp. 28-29.

Pubblicato il Senza categoria | Taggato come , , , , , , | Commenti disabilitati su Card. Lambertini, Annotazioni sopra il santo sacrifizio della messa, XXXIV