Non ci arrendiamo

Messaggio del presidente Joseph Shaw

alle associazioni membro della FIUV e a tutti i nostri sostenitori e amici

E’ con una certa apprensione che assumo il ruolo di presidente della FIUV, conscio dei miei limiti personali, e in un momento in cui la situazione dell’antica liturgia latina della Chiesa è più difficile di quanto non sia stata per molti anni. Eppure lo faccio con fiducia nella forza della Federazione, rappresentata soprattutto dalla nostra base di membri e sostenitori. Quest’ultima è più ampia e più attiva di quanto non lo sia mai stata nella nostra storia, e le difficoltà attuali stimolano una ulteriore crescita.

Nell’ultimo decennio sono stato coinvolto da vicino in due grandi progetti intrapresi dalla Federazione: la produzione dei Position Papers sul Messale del 1962 – essi hanno cominciato ad apparire singolarmente nel 2012 e sono poi stati pubblicati in volume nel 2019 – e il Report alla Congregazione per la Dottrina della Fede sulla applicazione del Summorum Pontificum, presentato alla Santa Sede nel luglio 2020. Essi hanno utilizzato diversi aspetti delle riserve profonde di esperienza, che esistono tra i membri e i sostenitori della Federazione: i Position Papers fanno appello alle loro risorse intellettuali, il Report alla loro conoscenza pratica delle proprie realtà locali. Nessun’altra organizzazione avrebbe potuto intraprendere entrambi i progetti con tanto successo, ed essi dimostrano il ruolo insostituibile della Federazione nel movimento tradizionalista.

Sono le stesse risorse, intellettuali e pratiche, che rendono possibili le funzioni ordinarie della Federazione: rappresentare alla Santa Sede e agli altri le preoccupazioni, l’esperienza e le argomentazioni dei fedeli laici legati all’antica liturgia. Per svolgere questo lavoro in modo efficace abbiamo bisogno di un flusso continuo di informazioni da parte delle associazioni membro, abbiamo bisogno di aggiornare costantemente le nostre risposte alle sfide al nostro movimento, che sono sfide intellettuali, legali, culturali in continua evoluzione.

Di conseguenza, vorrei dare alla mia presidenza queste priorità: facilitare la discussione sulle minacce che affrontiamo e aumentare il flusso di informazioni pratiche dai nostri membri alla Federazione e viceversa.

Ciò servirà anche a evitare a noi tutti il senso di isolamento che so quanto possa essere particolarmente acuto per i gruppi più piccoli, e in quei luoghi dove la presenza della Messa tradizionale è scarsa o inesistente. Il mondo intero può sembrare contro di voi e i pochi amici che avete appaiono impotenti ad aiutarvi. La realtà è che, anche se sembra che siate incapaci di ottenere alcun risultato pratico – ottenerlo accade di rado -, semplicemente esistendo nel vostro Paese e nella vostra diocesi svolgete la funzione vitale di mostrare che la richiesta della Messa tradizionale non è scomparsa. Allo stesso tempo, avete la possibilità di fornire alla Federazione informazioni vitali che altrimenti sarebbe impossibile raccogliere, in modo che possiamo presentare un quadro veramente mondiale nei nostri colloqui con la Santa Sede.

In breve, vogliamo ascoltare quello che hanno da dirci i nostri membri. La Federazione non esisterebbe senza i suoi membri, e la nostra efficacia è in funzione dei loro apporti.

Mi sia consentito terminare questo messaggio con la conclusione dell’editoriale della nostra rivista «Gregorius Magnus» [12, Winter 2021, p. 4].

«Per decenni noi siamo stati liquidati come fuorviati, dissidenti, malati di mente; abbiamo visto insostituibili opere d’arte sacra rottamate, vocazioni distrutte e buoni cattolici, anche sacerdoti, portati sull’orlo della disperazione dalle persecuzioni. Per cinquant’anni noi e i nostri predecessori nel movimento abbiamo ingoiato insulti e rifiuti, abbiamo vissuto condizioni ingiuste e umilianti imposte alle nostre attività, abbiamo visto denigrato e messo al bando quanto abbiamo di più caro».

«Abbiamo sopportato tutto questo perché, a nostro giudizio, il nostro personale benessere e il nostro amor proprio sono subordinati al bene delle anime e all’onore dovuto a Dio. Se i nostri progressi fino a oggi fossero annullati, e ci chiedessero di ricominciare dal punto in cui eravamo nel 1984 o nel 1971, saremmo pronti ad affrontare altri cinquant’anni di emarginazione e rifiuto?»

«Certo che sì, anche cinquecento anni, se necessario. I cattolici perseguitati, dall’Inghilterra al Giappone, hanno vissuto la loro fede in segreto, non per decenni ma per secoli, pagando talora con la vita i loro piccoli successi. In confronto il nostro fardello è leggero, è una causa per la quale soffriamo con gioia. Lo abbiamo visto in molti luoghi: la Messa antica può riportare alla fede coloro che si sono allontanati e ispirare conversioni, può sostenere le famiglie e stimolare le vocazioni, può servire come base per il rilancio delle comunità locali, la cui fioritura appare in ogni sorta di opere buone. Non ci arrenderemo ora».

La Madonna, san Gregorio Magno e tutti gli angeli e i santi possano intercedere per noi.

Cfr. fiuv.org

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X Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum

Roma 29-31 ottobre 2021

-venerdì 29 ottobre, 17:30 basilica di S. Maria ad Martyres (Pantheon, Piazza della Rotonda) Vespri celebrati da mons. Marco Agostini

-sabato 30 ottobre, 9:30 chiesa dei SS. Celso e Giuliano (Via del Banco di Santo Spirito 52) adorazione del Ss.mo Sacramento presieduta dal can. Antoine Landais icrss
10:30 dalla stessa chiesa processione verso la basilica di S. Pietro in Vaticano per Ponte Sant’Angelo e Via della Conciliazione
11:30 all’altare della Cattedra di S. Pietro Messa celebrata da mons. Patrick Descourtieux

-domenica 31 ottobre, 11 chiesa della Ss.ma Trinità dei Pellegrini (Piazza omonima) Messa celebrata dall’abbé Claude Barthe.

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Joseph Shaw nuovo presidente della FIUV

L’assemblea generale della Foederatio Internationalis Una Voce si è riunita in videoconferenza online il 2 ottobre 2021, ha eletto nuovo presidente Joseph Shaw (Latin Mass Society Inghilterra e Galles).

Il consiglio della Federazione è composto da Felipe Alanís Suárez (Una Voce Messico), Patrick Banken (Una Voce Francia), Eduardo Colón (Una Voce Porto Rico), Christopher Cordeiro (Una Voce Sud Africa), Fabio Marino (Una Voce Italia), Oleg-Michael Martynov (Una Voce Russia), Jack P. Oostveen (Ecclesia Dei Delft, Paesi Bassi), David Reid (Una Voce Canada), Monika Rheinschmitt (Pro Missa Tridentina, Germania), Joseph Shaw, João Silveira (Una Voce Portogallo), Jarosław Syrkiewicz (Una Voce Polonia), Augustin Shinsuke Yoshikawa (Una Voce Giappone), Andris Amolins (Una Voce Lettonia).

Il consiglio ha eletto vicepresidenti Felipe Alanís, Patrick Banken e Jack Oostveen, segretario Christopher Cordeiro, tesoriere Monika Rheinschmitt. Jacques Dhaussy (Una Voce Francia) è stato nominato presidente onorario e James Bogle (Latin Mass Society Australia) consultore.

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Vivere la fede, vivere il futuro. Dichiarazione di Una Voce Internazionale a Roma

Il 4 luglio 2021 la Federazione Internazionale Una Voce ha pubblicato la seguente dichiarazione sul quotidiano «La Repubblica» ed. Romana.

 

VIVERE LA FEDE, VIVERE IL FUTURO

La forma straordinaria del rito romano.

Dichiarazione della Federazione Internazionale Una Voce

La Federazione Internazionale Una Voce (FIUV), fondata nel 1965, riunisce associazioni di fedeli laici che aderiscono alla forma straordinaria del rito romano (la Messa tradizionale in latino).

Nel 2007 il Motu proprio Summorum Pontificum ha riconosciuto la vitalità della liturgia tradizionale, la libertà dei sacerdoti di celebrarla e dei fedeli di richiederla. Questo ha portato ad un continuo aumento di celebrazioni della Messa latina antica e dei suoi frutti spirituali.

Nel corso del 2020 la FIUV ha condotto a livello mondiale una indagine rivolta ai fedeli in merito all’attuazione del Summorum Pontificum. Da questa indagine, che raccoglie i risultati di 364 diocesi in 52 paesi, abbiamo rilevato:

• La Messa latina antica è profondamente apprezzata da gruppi di fedeli di tutte le età, specialmente da famiglie con bambini, da giovani e convertiti, presenti in tutti gli ambienti sociali e culturali, in tutti i continenti e in un numero di paesi in continuo aumento.

• La maggiore disponibilità di questa Messa ha favorito in molte aree la normalizzazione delle relazioni tra i fedeli che vi aderiscono e i loro vescovi, relazioni sempre più caratterizzate da comprensione e rispetto reciproci.

Inoltre abbiamo notato che, contrariamente alla precedente politica della Santa Sede, all’interno della Chiesa ancora permangono persone, compresi alcuni vescovi, che vorrebbero vedere la forma straordinaria del rito romano esplicitamente soppressa, o almeno limitata con ulteriori restrizioni. Per questa ragione, la FIUV, in considerazione dei fedeli che aderiscono alla Messa in latino, sente il dovere di esprimere la propria opinione, incoraggiata dalle esortazioni di papa Francesco ai membri della Chiesa di usare parrhesia con l’umiltà necessaria.

La crescita d’interesse verso la liturgia tradizionale non è dovuta alla nostalgia di un tempo che non ricordiamo, o a un desiderio di rigidità: si tratta piuttosto di aprirsi al valore di qualcosa che per la maggior parte di noi è nuovo, e ci ispira la speranza. Papa Francesco ha caratterizzato la liturgia antica in termini di «senso dell’adorazione» (Conferenza stampa del 28 luglio 2013), possiamo applicare ad essa le sue parole: una «storia viva che ci accoglie e ci spinge in avanti» (Evangelii Gaudium 13).

Oggi desideriamo soltanto far parte di quella «grande orchestra» di «unità nella varietà» che, come ha detto papa Francesco (Udienza generale del 9 ottobre 2013), riflette la vera cattolicità della Chiesa. Il Motu proprio Summorum Pontificum continua a trasformare i conflitti del passato in armonia: noi vogliamo che possa continuare a farlo.

Felípe Alanís Suárez, presidente

FIUV-Website: http://www.fiuv.org/

Cfr. «La Repubblica» ed. Romana, 4 luglio 2021

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Giovedì Ascensione del Signore 2021

Edicola dell'Ascensione

13 Maji tertio Idus

Color albus. Feria Quinta. ASCENSIO DOMINI NOSTRI JESU CHRISTI, duplex primae classis cum Octava privilegiata tertii ordinis

Ascéndis orbes síderum,
Quo te vocábat caélitus
Colláta, non humánitas
Rerum potéstas ómnium.

Orémus

Concéde quaésumus, omnípotens Deus : ut, qui hodiérna die Unigénitum tuum, Redemptórem nostrum, ad cælos ascendísse crédimus; ipsi quoque mente in cæléstibus habitémus. Per eúndem Dóminum.

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San Pio quinto 2021

5 Maj. iij Nonas

S. Pii V Papae et Confessoris

Oratio

Deus, qui, ad conteréndos Ecclésiæ tuæ hostes et ad divínum cultum reparándum, beátum Pium Pontíficem Máximum elígere dignátus es : fac nos ipsíus deféndi præsídiis et ita tuis inhærére obséquiis; ut, ómnium hóstium superátis insídiis, perpétua pace lætémur. Per Dóminum nostrum Jesum Christum Fílium tuum, qui vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus per omnia sæcula saéculorum. Amen.

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Riprendono le Messe tridentine alla Santissima di Pordenone

La Sezione di Pordenone di Una Voce Italia comunica che le Messe alla chiesa della Santissima di Pordenone riprenderanno domenica 24 gennaio 2021, all’orario consueto delle 18. Erano sospese dal 31 dicembre scorso a causa della scomparsa del celebrante mons. Bernardino del Col.

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Chi era mons. Bernardino del Col

Riportiamo un articolo del quotidiano «Messaggero Veneto» dal titolo E’ morto don Bernardino, il prete coraggio e storico cappellano dell’ospedale di Chiara Benotti sulla figura e l’opera del cappellano di Una Voce Pordenone, che cantava la Messa alla chiesa della Santissima.

Gli avevano appena diagnosticato il Covid: arresto cardiaco prima di poter essere curato

Il grande cuore di don Bernardino Del Col, storico cappellano dell’ospedale di Pordenone, si è fermato. Un arresto cardiaco ha posto fine ai suoi giorni, dopo che il giorno prima, mercoledì scorso, gli era stato diagnosticato il Covid 19. Non c’è stato tempo per il ricovero in medicina, dopo gli esami di laboratorio al pronto soccorso e i raggi al torace.

«La mia casa – diceva don Bernardino – è l’ospedale da 47 anni. Io sto con gli ammalati». Una presenza fissa e consolatoria, per gli operatori sanitari, i pazienti e le loro famiglie. «Vado avanti e prego nei reparti e nella cappella – ci aveva raccontato pochi giorni fa –. Uno dei più grandi dispiaceri legati a questa pandemia, oltre a tutte le vite venute meno, è il blocco dei pellegrinaggi a Lourdes, Loreto e in Terrasanta in mezzo alla gente che soffre, tra medici, infermieri e volontari». Vicino al dolore, sempre, con le maniche rimboccate per alleviarlo.

L’altruismo è stato uno stile di vita per il prete dell’ospedale, che faceva apostolato da 57 anni e che all’interno della diocesi Pordenone-Concordia da oltre trent’anni era la guida spirituale dei viaggi religiosi.

«Una guida spirituale preziosa – lo ha ricordato Bruno Cadamuro, presidente Oftal in diocesi –. Aveva raggiunto il record di oltre cento viaggi a Lourdes. Devoto alla Madonna, comunicava alle persone la fede e la speranza».

Sempre in prima linea, trasmetteva il coraggio di andare avanti nella sofferenza, tra i marosi della vita e le inquietudini dell’anima. Sorrideva e, di fronte ai guai, reagiva con un sorriso e una proposta: «Preghiamo insieme e Dio ci ascolterà».

Don Bernardino celebrava anche in latino, alla Santissima a Pordenone. «Un prete pio e devoto – lo ha ricordato Giordano Brunettin del gruppo “Una voce” alla Santissima – da ammirare. Ci mancherà molto».

«Era l’anima dell’ospedale, che conosceva come nessun altro – ha ricordato Giorgio Simon, ex direttore dell’Aas 5 –. Sempre attentissimo a tutti pazienti e dipendenti, per me era il vero consigliere e valutatore. Mi diceva “Direttore guarda che in quel reparto c’è il tale problema” e mi consigliava la soluzione. E poi aspettavo con ansia, qualche mese dopo, la sua valutazione sui primari. Ci siamo incontrati un mese fa e mi ha detto “Bravi Pellis e Tonizzo, hai fatto una buona scelta”. Una perdita davvero incolmabile. Mi aveva detto che stava scrivendo un libro sull’ospedale, spero di leggerlo presto».

«Sei stato sempre accanto a noi medici, infermieri, pazienti, familiari – ha ricordato il dirigente medico e assessore comunale Pietro Tropeano –. L’ospedale era la tua casa, la tua vita. Ti ricordo nelle prime notti in pronto soccorso da neo assunto quando venivi a trovarci e non ci facevi mai mancare vicinanza e incoraggiamento. Generoso, presente e disponibile, sempre pronto con un cenno o una parola di conforto. Ha voluto esserci anche due settimane fa alla consegna del mosaico che ringraziava tutto il personale sanitario tanto provato in questi mesi. Con te ci lascia un pezzo di storia dell’ospedale. Ci lasci in un momento in cui avevamo bisogno di te, della tua presenza ormai familiare e unica. Grazie per quello che ci hai donato».

L’eredità di don Bernardino è l’esempio. «Anche quando l’anima è piena di spine e la vita sembra un calvario – diceva – la vita va spesa per gli altri».

E lui, fino all’ultimo, c’è riuscito.

Cfr. «Messaggero Veneto», 30 dicembre 2020

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Sabato 9 gennaio 2021 requiem nel trigesimo di mons. Soseman

Il 9 gennaio 2021 alle 9:30 alla chiesa dei SS. Celso e Giuliano a Roma sarà cantata una Messa di requiem con assoluzione al tumulo per il trigesimo di mons. Richard R. Soseman, promossa dall’associazione Una Voce Italia.

I soci romani insieme con l’associazione tutta intendono ricordare nella preghiera di suffragio un Sacerdote legato alla liturgia romana tradizionale e un grande Amico.

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