Concerto del Coro di Una Voce Udine il 3 dicembre 2016

Concerto "Wolfango Amedeo. Musica sacra del giovane Mozart in Italia", Coro Una Voce Udine, 3 dicembre 2016

Il Coro Una Voce Udine della locale sezione di Una Voce Italia si esibirà nel concerto “Wolfango Amedeo, musica sacra del giovane Mozart in Italia”, che avrà luogo sabato 3 dicembre alle 20:30 alla chiesa di S. Gottardo (via Cividale 650 Udine).

Solisti: Annalisa Miliotto soprano, Isabella Comand contralto, Rinaldo Battaini tenore, Paolo Cevolatti basso; quartetto d’archi, all’organo Federico Quagliaro; dirige Andrea Toffolini.

Di particolare interesse il programma, tra solennità e delicate suggestioni: dalle Litanie Lauretane all’Alma Dei Creatoris, dall’Inter natos mulierum alla Missa brevis, per raccontare l’estasi italiana del grande musicista salisburghese, ricca di spiritualità nelle sue composizioni più squisitamente liturgiche, raffinate nella forma classica e godibili da tutti.

Cfr. www.udinecultura.it

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Quei monaci “combattenti spirituali” tra le scosse di terremoto. Il monastero di S. Benedetto a Norcia

Riproduciamo il testo dell’intervista assai significativa con padre Benedetto Nivakoff osb, allora vice-priore del monastero di S. Benedetto a Norcia, uscita su ZENIT il 9 novembre 2016. Il 22 novembre padre Benedetto è stato nominato priore, succedendo a padre Cassiano Folsom.

Per ogni aggiornamento o informazione su come dare una mano al monastero: https://it.nursia.org/terremoto/

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Da ieri pomeriggio dei pesanti teli di plastica proteggono dalle intemperie i frantumi della Basilica di S. Benedetto, a Norcia, crollata a seguito del terremoto del 30 ottobre. Il rivestimento è stato ultimato dai vigili del fuoco sotto gli sguardi di alcuni monaci benedettini.

La loro presenza in città è silenziosa ma significativa. Radicati sul territorio in conformità con la Regola del loro fondatore, i monaci hanno prestato aiuto materiale e conforto spirituale alla popolazione di Norcia fin dal sisma del 24 agosto e dopo le ultime violente scosse.

Non più nel monastero danneggiato bensì in casette di legno più sicure, continuano a raccogliersi per le preghiere quotidiane e a celebrare la Messa nella forma straordinaria del Rito Romano, ossia in latino. La solennità e la ritualità dei loro gesti è l’immagine del baluardo di fede, speranza e carità che essi, veri e propri combattenti spirituali, rappresentano in un contesto segnato negativamente dal flagello naturale. ZENIT ne ha parlato con il vice-priore, lo statunitense padre Benedetto Nivakoff.

Padre, qual è la situazione in queste ultime ore?

Qui a Norcia inizia a far freddo e il clima è molto umido. Le scosse continuano, alcune più forti ed altre meno, ne sentiamo quasi una ogni ora.

Come sta reagendo la popolazione?

È piuttosto scoraggiata. La gran parte dei cittadini di Norcia è stata evacuata, con un’azione forzata da parte delle autorità, verso la zona del Lago Trasimeno. Chi è rimasto è chi non abita in centro storico. La loro maggiore preoccupazione è quella di far tornare Norcia a rivivere come prima del terremoto.

Voi dove vi trovate attualmente di preciso?

Noi avevamo due monasteri, uno nel centro storico ed uno in campagna. Entrambi sono crollati. Però dopo il sisma del 24 agosto abbiamo costruito delle casette in legno nei pressi del monastero fuori città, che chiamiamo S. Benedetto in Monte. Dunque ci troviamo in queste strutture che, essendo in legno, sono molto più sicure.

La vostra comunità è formata da monaci provenienti da tutto il mondo. La volontà è quella di restare a Norcia?

Certamente. I monaci prendono il voto di stabilità. Quando succede una tragedia del genere, più che mai un monaco si sente radicato nel territorio. Subito dopo il terremoto del 30 ottobre i sacerdoti che erano nel monastero sono usciti di corsa per dare i sacramenti alle persone che stavano male e per aiutare i vigili del fuoco a fornire aiuto materiale. E intanto i monaci non sacerdoti rimanevano nel monastero a pregare.

Come sono cambiati i vostri impegni quotidiani a seguito dei terremoti?

Abbiamo anticipato un po’ il mattutino per essere più svelti. Prima ci alzavamo alle 3.45, adesso alle 3.30.

Quanto è importante la preghiera per voi, specie in questa fase di difficoltà?

(Sospira). È essenziale. Tragedie di questo tipo non si comprendono se non avendo presente Dio nella nostra vita. Soltanto guardando a Lui e alla lunga storia dalla Creazione in poi si può capire il senso di un simile evento.

C’è una preghiera che più di altre si addice a questa situazione?

Durante le messe, dal 24 agosto in poi, stiamo recitando una preghiera che chiede la protezione del popolo, il perdono dei nostri peccati e la protezione dal diavolo.

Evocativa è l’immagine di religiosi e laici in ginocchio, poco dopo il terremoto, a pregare dinanzi alla basilica di S. Benedetto distrutta …

Quell’immagine ricorda che inginocchiarsi è un atto di sottomissione: Dio è il creatore e noi siamo le creature. In quel momento abbiamo rivolto a Lui una supplica in favore di tutti coloro che stavano soffrendo a causa del terremoto.

Quella del monaco è una vita di combattimento: concetto che si esprime in modo molto forte in questo momento?

Sì, il combattimento è spirituale. La schiena del monaco deve rimanere dritta, il monaco ha il dovere di resistere ai cosiddetti otto vizi. Ricordo che i monaci sono andati nel deserto proprio al fine di essere tentati. Un vigile del fuoco quando vede le fiamme vi si lancia contro. Ebbene, il monaco fa lo stesso: si mette alla prova andando incontro alla tentazione, per essere purificato mantenendo fiducia nell’aiuto di Dio.

Voi benedettini vivete il lavoro quasi come un’estensione della preghiera. Con questo proposito a Norcia producete la Birra Nursia. Dopo il terremoto, in che condizione si trova il birrificio?

Misteriosamente il birrificio non ha subito danni, malgrado l’edificio in cui si trova sia totalmente inagibile. Questo significa che inevitabilmente ci sarà una pausa nella produzione per uno o due mesi, cioè il tempo necessario per rendere accessibile la zona rossa dove si trova, dopo di che riprenderemo gradualmente a produrre birra.

L’imprenditore Brunello Cucinelli si è impegnato a contribuire economicamente alla ricostruzione della Basilica. Come avete accolto il suo impegno? Lo avete incontrato di persona in questi giorni?

Sì, lo abbiamo incontrato spesso e ci ha assicurato il suo appoggio e la sua vicinanza. Soprattutto lui desidera che questo monastero possa tornare a vivere. Lui è un uomo di fede e di preghiera, vede in san Benedetto una guida anche nei momenti più bui della storia.

Ci sono state polemiche a causa delle dichiarazioni via radio di un sacerdote che ha agitato il nesso tra catastrofi naturali e castighi divini, dovuti nella fattispecie all’approvazione in Italia delle unioni civili. Che idea si è fatto della vicenda?

Non l’ho seguita molto. Ma che Dio intervenga nella storia, nel bene o nel male, è parte della nostra fede. Altrimenti sarebbe un Dio che si disinteressa di noi. È vero, talvolta manda anche circostanze difficili, che servono però a purificarci. La questione è più delicata quando abbiamo la presunzione di stabilire che una tragedia “ics” è causata da un peccato “ypsilon”. Non è escluso, però sono circostanze molto misteriose, che capiremo soltanto dopo la morte. In momenti come questi è opportuno ponderare e affidarci alla preghiera.

Qualcuno, dopo il terremoto del 24 agosto che ha causato tanti morti, si è chiesto dove fosse Dio …

Io vedrei come un miracolo il fatto che, nonostante le forti scosse del 26 e del 30 ottobre, non ci siano state altre vittime. Questo è il mistero della provvidenza: dopo il terremoto di Amatrice, molte persone hanno abbandonato la nostra zona o hanno preso precauzioni. Se questo non fosse avvenuto, oggi saremmo tutti sotto le macerie.

La statua di san Benedetto, al centro della piazza davanti alla Basilica, è rimasta in piedi. Che valore assume la figura di questo santo nell’Europa di oggi, di cui è patrono?

Quella statua rimasta in piedi offre un’analogia. San Benedetto chiede a noi monaci di rimanere fissi in un territorio per convertire. In un’epoca come la nostra, di grandi spostamenti fisici e ideologici, di mode passeggere che agitano l’Europa e non solo, è importante il messaggio di san Benedetto a rimanere radicati nella fede in Gesù Cristo. Questa è l’unica strada di salvezza.

Cfr. https://it.zenit.org/articles/quei-monaci-combattenti-spirituali-tra-le-scosse-di-terremoto/

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Roma, 1° novembre 2016. Pontificale dal card. Burke alla chiesa di Gesù e Maria al Corso

La festa di Ognissanti 2016 il card. Raymond Leo Burke ha celebrato la messa pontificale alla chiesa di Gesù e Maria al Corso, ove la celebrazione domenicale e di precetto del rito tridentino è curata dall’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.

 

All'ingresso della chiesa il Cardinale asperge il clero
All’ingresso della chiesa il Cardinale asperge il clero

 

Alla vestizione il Cardinale assume l'amitto
Alla vestizione il Cardinale assume l’amitto

 

Il Cardinale assume la tunicella

 

Il Cardinale assume le chiroteche
Il Cardinale assume le chiroteche

 

Il Cardinale assume la mitra preziosa
Il Cardinale assume la mitra preziosa

 

Incensazione dell'altare all'Introito
Incensazione dell’altare all’Introito

 

Incensazione del Celebrante
Incensazione del Celebrante

 

Il Suddiacono canta l'Epistola
Il Suddiacono canta l’Epistola

 

Il Diacono canta il Vangelo
Il Diacono canta il Vangelo

 

Incensazione del libro dei vangeli
Incensazione del libro dei vangeli

 

Omelia
Omelia

 

Offertorio
Offertorio

 

Imposizione dell'incenso
Imposizione dell’incenso

 

Incensazione delle Oblate
Incensazione delle Oblate

 

Inizio del Canone
Inizio del Canone

 

Elevazione dell'Ostia
Elevazione dell’Ostia

 

Elevazione del Calice
Elevazione del Calice

 

Il Misereatur vestri alla Comunione dei fedeli
Misereatur vestri alla Comunione dei fedeli

 

Indulgentiam
Indulgentiam

 

Ecce Agnus Dei
Ecce Agnus Dei

 

Distribuzione della Comunione
Distribuzione della Comunione

 

Benedicat vos omnipotens Deus
Benedicat vos omnipotens Deus

 

Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus
Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus

 

Il Cardinale depone i paramenti
Il Cardinale depone i paramenti

(foto Valentin Morariu)

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Missale Romanum, messa votiva in tempo di terremoto

Introitus

SALUS pópuli ego sum, dicit Dóminus : de quacúmque tribulatióne clamáverint ad me, exáudiam eos : et ero illórum Dóminus in perpétuum. Ps. 77, 1 Atténdite, pópule meus, legem meam : inclináte aurem vestram in verba oris mei. V). Glória Patri. 

Oratio

OMmnípotens sempitérne Deus, qui réspicis terram et facis eam trémere : parce metuéntibus, propitiáre supplícibus; ut, cujus iram terræ fundaménta concutiéntem expávimus, cleméntiam contritiónes ejus sanántem júgiter sentiámus. Per Dóminum.

Léctio Jeremíæ Prophétæ.
Jerem. 14, 7-8 et 9

SI iniquitátes nostræ respónderint nobis : Dómine, fac propter nomen tuum, quóniam multæ sunt aversiónes nostræ : tibi peccávimus. Exspectátio Israël, salvátor ejus in témpore tribulatiónis. Tu autem in nobis es, Dómine, et nomen tuum invocátum est super nos, ne derelínquas nos, Dómine Deus noster.

Graduale. Ps. 43, 3-9 Liberásti nos, Dómine, ex affligéntibus nos : et eos, qui nos oderunt, confudísti. V). In Deo laudábimur tota die : et in nómine tuo confitébimur in saécula.

Allelúja, allelúja. V). Ps. 78, 9-10 Propítius esto, Dómine, peccátis nostris : ne quando dicant gentes : Ubi est Deus eórum? Allelúja.

Sequéntia sancti Evangélii secún-
dum Marcum.        Marc. 11, 22-26

IN illo témpore : Dixit Jesus discípulis suis : Habéte fidem Dei. Amen dico vobis, quia, quicúmque díxerit huic monti : Tóllere et míttere in mare, et non hæsitáverit in corde suo, sed credíderit quia, quodcúmque díxerit, fiat, fiet ei. Proptérea dico vobis : Omnia quæcúmque orántes pétitis, crédite quia accipiétis, et evénient vobis. Et cum stábitis ad orándum, dimíttite, si quid habétis advérsus áliquem : ut et Pater vester, qui in cælis est, dimíttat vobis peccáta vestra. Quod si vos non dimiséritis : nec Pater vester, qui in cælis est, dimíttet vobis peccáta vestra.

Offertorium. Ps. 137, 7 Si ambulávero in médio tribulatiónis, vivificábis me, Dómine : et super iram inimicórum meórum exténdes manum tuam, et salvum me fáciet déxtera tua.

Secreta

DEus, qui fundásti terram super stabilitátem suam, súscipe oblatiónes et preces pópuli tui : ac, treméntis terræ perículis pénitus amótis, divínæ tuæ iracúndiæ terróres in humánæ salútis remédia convérte; ut, qui de terra sunt, et in terram reverténtur, gáudeant se fíeri sancta conversatióne cæléstes. Per Dóminum.

Communio. Ps. 118, 49-50 Meménto verbi tui servo tuo, Dómine, in quo mihi spem dedísti : hæc me consoláta est in humilitáte mea.

Postcommunio

TUére nos, Dómine, quaésumus, tua sancta suméntes : et terram, quam vídimus nostris iniquitátibus treméntem, supérno múnere firma; ut mortálium corda cognóscant, et te indignánte tália flagélla prodíre, et te miseránte cessáre. Per Dóminum.

Missale Romanum, Missæ votivæ II. Ad diversa, Missa pro quacumque necessitate; Orationes diversæ, 15. Tempore terræmotus. 

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Il 5 novembre a Roma messa per impetrare la fine del terremoto

Ss. Trinità dei Pellegrini ai Catinari

Sabato 5 novembre 2016 alle 18:30 alla Ss.ma Trinità dei Pellegrini a Roma (piazza omonima) la messa tridentina sarà celebrata per impetrare dal Padre Eterno la cessazione delle scosse di terremoto che da mesi hanno funestato diverse località della Sabina storica, con gravi danni a persone e cose, nonché al patrimonio storico-artistico della Nazione e alla sua economia.

Come è noto il terremoto è avvertito anche nell’alma Urbe con conseguenze, per fortuna, limitate a edifici e chiese. L’iniziativa di dedicare il santo sacrificio a questa intenzione è stata della Sezione Romana di Una Voce Italia.

Orémus. Omnípotens sempitérne Deus, qui réspicis terram, et facis eam trémere: parce metuéntibus, propitiáre supplícibus; ut, cujus iram terræ fundaménta concutiéntem expávimus, cleméntiam contritiónes ejus sanántem júgiter sentiámus. Per Dóminum.

Preghiamo. Dio onnipotente ed eterno, che riguardi la terra e la fai tremare, perdona a quelli che ti temono, usa misericordia con chi ti supplica, affinché, come paventiamo la tua ira che scuote le fondamenta della terra, così sperimentiamo sempre la tua clemenza nel ripararne le rovine. Per il Signore.

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Causa il terremoto il Pellegrinaggio Summorum Pontificum inizierà stasera a Roma alla Ss.ma Trinità dei Pellegrini

27 ottobre 2016. Le scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia centrale non consentono che il Quinto Pellegrinaggio Summorum Pontificum possa iniziare a Norcia oggi pomeriggio come previsto.

Il comitato organizzatore ha reso noto che il pellegrinaggio inizierà invece a Roma sempre oggi alle 18 alla chiesa della chiesa della Ss.ma Trinità dei Pellegrini: sarà recitato il Rosario e alle 18:30 l’abbé Claude Barthe dirà la messa.

Cfr. unacumpapanostro.com

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Roma 28 ottobre 2016. Pontificale per il X anniversario dell’Istituto del Buon Pastore

Messa pontificale per il X anniversario dell'Istituto del Buon Pastore, RomaChiesa di S. Eligio de' Ferrari, Roma

Venerdì 28 ottobre 2016 alle 18:30 a Roma chiesa di S. Eligio de’ Ferrari (via San Giovanni Decollato 9) il card. Darío Castrillón Hoyos celebrerà la messa pontificale nell’occasione del X anniversario della fondazione dell’Istituto del Buon Pastore.

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Quinto Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum, Roma-Norcia 27-30 ottobre 2016

S. Pietro

Il quinto Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum si svolgerà da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2016, secondo il seguente programma.

Giovedì 27 alle 15:30 partenza da Roma, alle 18 arrivo a Norcia, alle 19 indirizzo di benvenuto del cappellano del pellegrinaggio l’abbé Claude Barthe e del priore del Monastero di S. Benedetto, dom Cassian Folsom osm, e recita del Rosario negli scavi del monastero, alle 20 degustazione della birra monastica Nursia, alle 20:30 sarà imbandita la cena in presenza di mons. Alexander K. Sample, arcivescovo di Portland (richiesta la prenotazione, agenzia Via Sacra tel. +39 345 2898218).

Venerdì 28 alle 10 messa all’aperto al monastero di S. Benedetto in Monte a Norcia con predica di mons. Sample, a seguire rinfresco con i monaci, alle 13 partenza per Roma con arrivo alle 16, alle 18:30 messa pontificale del card. Darío Castrillón Hoyos per il decimo anniversario dell’Istituto del Buon Pastore, chiesa di S. Eligio de’ Ferrari (Via di San Giovanni Decollato 9, Roma), alle 20 processione con le fiaccole verso S. Maria in Campitelli (Piazza omonima 9), alle 21 rinfresco offerto dall’Istituto del Buon Pastore.

Sabato 29 alle 9:30 adorazione eucaristica alla basilica di S. Lorenzo in Damaso (Piazza della Cancelleria 1), alle 10:30 partenza della processione guidata da mons. Sample verso la basilica di S. Pietro in Vaticano, alle 11:45 passaggio della Porta Santa, alle 12 messa pontificale in basilica celebrata da mons. Sample, omelia del card. William Levada, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, musica liturgica a cura dell’Istituto del Buon Pastore, alle 14 buffet per i sacerdoti e seminaristi offerto da Paix liturgique a Palazzo Cesi (richiesta la prenotazione qui), alle 17 conferenza musicale e concerto d’organo alla chiesa di S. Maria dell’Orto in Trastevere (Via Anicia 10) organizzati da Chorabooks.com.

Domenica 30 alle 11 messa pontificale di mons. Sample alla chiesa della Ss.ma Trinità dei Pellegrini (Piazza omonima).

Il pellegrinaggio è organizzato dal comitato Coetus Internationalis Summorum Pontificum, di cui Una Voce Italia è tra i soci fondatori.

Cfr.  unacumpapanostro.com

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Dedicazione di san Michele Arcangelo 2016

San Michele Arcangelo

Tibi mille densa míllium
Ducum coróna mílitat;
Sed éxplicat victor crucem,
Míchaël salútis sígnifer.

 

29 Settembre. Terzo delle Calende di Ottobre.

Bianco. Giovedì. DEDICAZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO, doppio di 1ª classe.

MESSA propria, Gloria, Credo, Prefazio comune, ultimo Vangelo di san Giovanni.

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