Enrico Dante, Cerimonia

CERIMONIA. – Nel senso liturgico la c. è un gesto, un’azione, un movimento o un complesso di essi, istituito dalla competente autorità, per accompagnare la preghiera o l’esercizio pubblico del culto divino. L’insieme e l’ordine delle varie cerimonie è ciò che costituisce un rito. L’etimologia della parola risulta incerta.

L’origine delle c. è fondata nella stessa natura umana, poiché i gesti che accompagnano la parola manifestano naturalmente i sentimenti e i movimenti dell’animo. Non vi è infatti religione, che non abbia tutto un corredo di riti e di cerimonie. Questa intima connessione tra religione e c., la si trova ampiamente illustrata nel Vecchio Testamento: i quattro ultimi libri del Pentateuco, specialmente il Levitico, espongono le diverse pratiche rituali del popolo ebraico. Nella religione cristiana le cerimonie sono antiche quanto il cristianesimo. Gesù stesso ne è l’iniziatore; e quindi gli Apostoli, e poi la Chiesa hanno costituito il primo nucleo del rituale liturgico, che completato, modificato, ampliato con l’andare dei secoli, costituisce oggi il cerimoniale della Chiesa che concorre sì mirabilmente a farne apprezzare e venerare dai fedeli la santità e la dignità.

Per le origini delle varie cerimonie basterà accennare alle diverse cause che ne determinarono l’inizio o la scomparsa; perché alle volte solo così ci si può rendere ragione di esse. Come cause storiche si ricorderanno l’influsso della religione mosaica sul culto cristiano; l’assunzione da parte della Chiesa di alcuni riti pagani, trasformati e santificati; ed infine il fatto che molte cerimonie e riti sono comuni a tutte le religioni, essendo di loro natura atti ad esprimere i sensi intimi dell’anima umana.

Il fine inteso dalla Chiesa nelle sacre cerimonie è primieramente di rendere degno il culto tributato a Dio con lo splendore dei sacri riti, e attrarre gli uomini alle cose celesti sollevandone lo spirito, favorendone la pietà. Si rende così sensibile l’azione intrinseca e spirituale del sacrificio della Messa, e dei Sacramenti, per mezzo delle cerimonie e dei riti, facilmente percepibili nel loro significato reale. Ma oltre questo senso morale, un altro mistico senso possiamo e dobbiamo trovare in molte cerimonie. L’interpretazione simbolica dei riti, come non è da trascurare, così non deve essere spinta all’eccesso. Purtroppo non mancarono abusi e, durante tutto il medioevo fino al sec. xvii, l’interpretazione mistica fu estesa oltre ogni convenienza e ragione.

Bibl.: Desloge, Etudes sur la signification des choses liturgiques, Parigi 1906; G. B. Menghini, Elementa iuris liturgici, Roma 1907.                                                Enrico Dante

 

Cfr. Enciclopedia Cattolica, III, Città del Vaticano, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e il Libro Cattolico, 1949, coll. 1316-1317.

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